Un progetto di ricerca congiunto tra UniTesla, centro di studi con sede a Caserta, e il Dipartimento di Ingegneria dell'Università Federico II di Napoli ha superato la sola fase concettuale, portando alla costruzione di un prototipo sperimentale ideato per testare possibili comportamenti anomali legati alla gravità e sondare nuove vie nel settore propulsivo, come riportato da CasertaNews.

L'esperimento: disco di alluminio e fibra ottica

Al centro dello studio c'è un disco di alluminio affiancato da un sistema di illuminazione in fibra ottica. L'obiettivo è rilevare eventuali variazioni misurabili del peso in determinate condizioni, mettendo alla prova un modello teorico basato sull'elettrodinamica estesa di Aharonov-Bohm che mantiene la conservazione della carica elettrica.

Il protocollo di verifica

Il protocollo prevede di cercare un segnale che cambi segno invertendo il senso di rotazione del dispositivo e che si riduca in presenza di un'illuminazione uniforme. Queste condizioni servono a distinguere l'eventuale effetto da altri fenomeni fisici noti.

Nessuna anomalia confermata al momento

Secondo quanto riportato da CasertaNews, non sono state riportate misurazioni di anomalie del peso che confermino l'ipotesi gravitazionale. Per sostenere un'interpretazione di questo tipo sarebbero necessarie ulteriori verifiche: prove su masse esterne, esclusione delle forze convenzionali e repliche indipendenti dei risultati.

Prospettive e pubblicazione

Anche le possibili applicazioni nel campo della propulsione restano una prospettiva da dimostrare: occorrerebbe accertare l'esistenza di una spinta reale, controllabile e riproducibile. Lo studio, firmato dai professori Antonio Iadicicco, Luigi Verolino e Modanese, è stato pubblicato su una rivista internazionale del gruppo editoriale Springer Nature. La fase sperimentale rappresenta ora il passaggio decisivo per verificare la validità delle ipotesi teoriche e valutare eventuali sviluppi futuri.