Questa mattina gli studenti del liceo e dell'istituto tecnico Primo Levi di Bollate (Milano) hanno manifestato all'esterno dell'edificio di via Varalli per denunciare le condizioni strutturali e igieniche della scuola, frequentata da quasi 1.200 ragazzi. Lo riporta Il Giorno.

Tetto pericolante e cantieri lenti

Il punto più critico segnalato dai rappresentanti d'istituto è la copertura: «Da anni il tetto ci cade in testa e i lavori di messa in sicurezza sono partiti solo ora», spiegano gli studenti. Il recente distacco di calcinacci verificatosi nel vicino istituto Erasmo da Rotterdam ha rafforzato il timore che la vulnerabilità sia sistematica. I ragazzi definiscono i lavori in corso «cantieri lumaca» e chiedono un intervento risolutivo.

Solo due bagni funzionanti per 1.200 alunni

La carenza di servizi igienici è l'altra emergenza evidenziata dalla protesta. In tutto l'istituto risultano aperti solo due bagni, privi — secondo gli studenti — di condizioni igieniche adeguati e in alcuni casi persino sprovvisti di porte. A peggiorare la situazione, viene segnalato un nuovo regolamento interno che vieterrebbe di recarsi in bagno durante le ore di lezione.

Furti in cortile e videosorveglianza assente

Gli studenti denunciano inoltre furti di moto e monopattini nel cortile scolastico durante l'orario delle lezioni. «Il sistema di videosorveglianza attuale è un miraggio, telecamere a circuito chiuso che non registrano e sono puramente ornamentali e inutili», affermano i manifestanti, chiedendo l'installazione di impianti funzionanti.

La risposta di Città Metropolitana

Competente per la manutenzione degli edifici scolastici superiori è Città Metropolitana di Milano. L'ente replica che i cantieri «rispettano il cronoprogramma» e le norme di sicurezza, specificando che si sta operando «cercando di non interrompere l'attività didattica, quindi non è possibile accelerare l'intervento di posa della nuova copertura del tetto».

La protesta di oggi, assicurano i rappresentanti, è solo l'inizio: l'obiettivo è portare le richieste direttamente all'attenzione di Città Metropolitana per ottenere lo stanziamento dei fondi necessari alla ricostruzione dell'edificio.