La FLC CGIL Emilia Romagna interviene sul tema delle conferenze di orientamento del Comando Militare dell'Esercito nelle scuole della regione, diffuse con una nota dall'USR e pubblicate sul sito istituzionale, chiedendone l'interruzione e invitando gli istituti scolastici alla disobbedienza.

Secondo il sindacato, la scuola pubblica non dovrebbe essere utilizzata per promuovere le carriere militari e il reclutamento dei giovani fin dalle prime classi. L'organizzazione sottolinea che la scuola deve rimanere un luogo di formazione, confronto e pensiero critico, orientato all'educazione alla pace, alla convivenza e al rispetto delle differenze.

La contestazione delle convenzioni e il richiamo alle priorità

Nel comunicato, la FLC CGIL Emilia Romagna evidenzia una contraddizione educativa: da un lato si stipulano convenzioni con l'Esercito per promuovere l'arruolamento e preparare alla guerra, dall'altro si censurerebbero temi di grande attualità e si metterebbero in discussione le occasioni di confronto sulla pace e sui valori antifascisti della Costituzione.

Il sindacato richiama inoltre l'intervento di uno studente del Liceo Marconi di Parma durante un incontro con l'industria bellica Leonardo Spa, in cui è stata contestata la rincorsa al riarmo a fronte di scuole fatiscenti, classi stipate e tagli concreti. Una voce che, per l'organizzazione, pone interrogativi centrali sul futuro dei giovani e sul ruolo della scuola.

La richiesta all'USR e l'appuntamento della mobilitazione

Di fronte alle previsioni della prossima legge di bilancio e al possibile scostamento per le spese militari — che lascerebbero irrisolti i problemi di organici insufficienti, precariato e retribuzioni —, il sindacato ribadisce la necessità di investire risorse nell'istruzione e nella ricerca.

La FLC CGIL Emilia Romagna chiede formalmente all'USR Emilia Romagna di interrompere la convenzione con il Comando Militare dell'Esercito e invita le scuole a non aderire alle conferenze, promuovendo invece percorsi di educazione alla pace, alla cooperazione e alla cittadinanza democratica.

In vista di questi obiettivi, il sindacato conferma la partecipazione alla manifestazione nazionale che si terrà il 17 ottobre a Roma, per chiedere il ritorno al centro di scuola, ricerca, università, sanità, lavoro e servizi pubblici.