Il tema degli alloggi universitari torna al centro del dibattito, spinto da un lato dalla ripresa delle proteste e delle tende montate dagli studenti universitari davanti a vari atenei italiani e alla Camera dei deputati, e dall'altro dalla relazione annuale del Cnel sui servizi pubblici 2026, presentata a Roma.
Secondo le stime elaborate dal Cnel sulla base di elaborazioni Asvis, anche dopo la conclusione del Pnrr all'Italia mancheranno 235.887 alloggi per studenti universitari per raggiungere entro il 2030 la media europea, che prevede una copertura del 18% degli iscritti. Per realizzare questi posti letto servirebbero circa 4,7 miliardi di euro. Il testo evidenzia inoltre che nel 2021 l'offerta copriva appena il 2,2% degli iscritti, pari a circa 41mila posti.
La situazione territoriale e i dati regionali
Dal punto di vista della distribuzione geografica, circa metà delle risorse necessarie si concentra in tre regioni: il Lazio, con 45.911 posti e un fabbisogno di 916,7 milioni di euro, la Campania, con 32.280 posti e 764,3 milioni, e la Lombardia, che richiede 35.096 posti e 700,7 milioni di euro. L'unico territorio ad aver già raggiunto il target stabilito è la Provincia di Bolzano. Per quanto riguarda l'edilizia residenziale pubblica in generale, gli alloggi pubblici rappresentano appena il 2,7% dello stock abitativo nazionale, a fronte del 17% della Francia, del 24% registrato in Austria e Svezia e del 29% dei Paesi Bassi.
La replica del Ministero dell'Università
Sulla questione è intervenuta la ministra Anna Maria Bernini ai microfoni di 24 mattino su Radio 24, sottolineando i progressi compiuti negli ultimi anni: «Ci sono 73.223 posti letto in più che abbiamo fatto in questi 4 anni, di cui 43.000 già accesi, cioè 43.000 chiavi messe in mano di 43.000 studenti. Altri 30.000 già contrattualizzati e pronti per essere consegnati entro la metà del 2027».
Riferendosi alle proteste e al disagio economico legato all'inflazione, la titolare del Mur ha aggiunto: «Una cosa è la protesta degli studenti, il disagio, il carovita, l’inflazione, tutto esistente e tutto legittimo. Una cosa è la strumentalizzazione politica di chi vorrebbe riportare tutto al 2022 quando Schlein e Conte e Landini andavano a farsi i selfie dentro le tende degli studenti. Ed è esattamente quello che hanno fatto ieri, però nel frattempo ci sono 73.223 posti letto in più».
Infine, la ministra ha risposto alle contestazioni relative ai costi elevati degli studentati: «Alcune delle contestazioni delle opposizioni si basano sul costo degli studentati. Alcuni hanno detto addirittura 1.300 euro, 1.000 euro per alloggio. È una bugia. Lo dicono gli stessi enti che affittano. Il costo medio è tra i 400 e i 500 euro, comprese le utenze internet. Abbiamo messo i link a tutti gli studentati con tutti i costi che sono erogati dagli studentati e che fanno chiarezza di qualsiasi propaganda e polemica politica. Non esistono affitti a 1.000 euro».
Fonte: Il Sole 24 Ore




