La FLC CGIL ha avviato le procedure per un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica contro il DPCM del 13 luglio 2026, contestando i criteri con cui l'ISTAT calcola l'adeguamento stipendiale del personale universitario non contrattualizzato. L'iniziativa punta a ottenere il ricalcolo degli aumenti per il personale docente e di ricerca, con la raccolta delle adesioni che dovrà concludersi entro la fine di novembre 2026.

L'azione giudiziaria nasce a seguito delle recenti decisioni del Consiglio di Stato che, ribaltando due pronunce del TAR del Lazio, hanno riconosciuto ai magistrati un sistema di rivalutazione retributiva più favorevole. Secondo le valutazioni del sindacato e dei propri consulenti legali, i principi stabiliti per i magistrati possono applicarsi anche a docenti e ricercatori universitari disciplinati dall'articolo 24, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448.

I motivi della contestazione sul calcolo ISTAT

Il ricorso impugna il DPCM del 13 luglio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 agosto 2026.

  • Utilizzo della media matematica: attualmente l'ISTAT impiega una media ponderata basata sul peso numerico delle diverse categorie del pubblico impiego contrattualizzato. Il ricorso sostiene invece l'applicazione della media matematica degli incrementi retributivi dei relativi settori monitorati.
  • Inclusione degli arretrati contrattuali: il calcolo attuale esclude gli arretrati derivanti dai rinnovi contrattuali sottoscritti in ritardo, considerandoli voci una tantum. Il sindacato ritiene invece che tali somme debbano essere conteggiate poiché relative ad aumenti retributivi strutturali riferiti a periodi precedenti.

Secondo le stime del sindacato, l'accoglimento del ricorso sulle modalità di calcolo potrebbe determinare un incremento stipendiale ulteriore stimato tra uno e due punti percentuali, con effetti sia sugli adeguamenti del 2025 sia su quelli del 2026.

Chi può aderire e la platea interessata

  • In via diretta: professori ordinari, professori associati, ricercatori a tempo indeterminato e ricercatori a tempo determinato (RTDa, RTDb e RTT).
  • In via indiretta: titolari di contratti di ricerca e contratti post-doc, il cui trattamento economico è parametrato a quello dei ricercatori non confermati.

Non sono invece coinvolti dal ricorso gli incarichi di ricerca (indicizzati all'indice FOI ai sensi del DM 592/2026) e gli assegni di ricerca residuali (regolati dal DM 102/2011).

Come partecipare e scadenze

Il ricorso viene promosso nella forma del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, che prevede un termine di impugnazione di 120 giorni. La FLC CGIL sta raccogliendo una prima manifestazione di interesse tramite il modulo online disponibile sul sito della FLC CGIL.

L'azione sarà riservata agli iscritti al sindacato con delega e gestita tramite uno studio legale convenzionato. Il costo stimato per le spese legali a carico dei partecipanti si attesta attorno ai 150 euro. La formalizzazione del mandato e la consegna della documentazione dovranno essere completate entro la fine del mese di novembre 2026.