Un quadro di profonda incuria familiare, assenze ingiustificate da scuola e totale assenza di regole, fatto passare impropriamente per una scelta educativa alternativa. Nell'ambito del processo in corso a Torino per maltrattamenti in famiglia, il padre di due bambini ha reso una lunga deposizione in aula per difendersi dalle accuse che vedono imputati sia lui sia la sua ex compagna.
Secondo quanto riportato dalla testata TorinoToday, l'uomo ha parlato per circa due ore dinanzi ai giudici, ammettendo gli episodi di violenza nei confronti della donna ma cercando al contempo di scaricare sulla ex la responsabilità della gestione dei figli e del degrado in cui i minori sono cresciuti.
La distorsione del modello educativo e l'abbandono scolastico
Nel corso delle indagini e del dibattimento è emerso come i due genitori avessero giustificato uno stile di vita privo delle minime cure fondamentali proclamando di voler crescere i figli secondo un presunto metodo d'ispirazione montessoriana, focalizzato sull'autonomia assoluta e sullo sviluppo delle inclinazioni naturali dei piccoli. La realtà riscontrata dagli inquirenti, tuttavia.
- Incuria igienico-sanitaria: i bambini presentavano denti deteriorati per mancanza di cure ed igiene, oltre a condizioni personali trascurate;
- Rifiuto delle cure mediche: contrarietà sistematica alla somministrazione di farmaci essenziali per la salute dei minori;
- Evasione dell'obbligo scolastico: assenze reiterate e continuative dalle aule di scuola, mai giustificate sotto il profilo didattico;
- Assenza totale di confini comportamentali: mancanza di regole di convivenza civile e sociale, giustificata dai genitori con l'idea che ogni risorsa naturale fosse di libera fruizione.
La versione del padre davanti ai giudici
Durante la sua testimonianza, l'imputato si è difeso sostenendo di essere stato emarginato dalle decisioni familiari relative alla gestione dei minori. L'uomo ha raccontato in aula l'uso problematico di alcol all'interno del nucleo e le continue tensioni di coppia, arrivando ad ammettere le percosse verso la partner con la frase: «Le ho tirato schiaffi, ma lei voleva decidere tutto».
Nel suo racconto, il padre ha argomentato che la compagna avrebbe impedito qualsiasi intervento correttivo nei confronti dei bambini, rifiutando ogni forma di rimprovero anche di fronte ad episodi di danneggiamento. Un'impostazione che ha portato al progressivo isolamento della famiglia e all'aggravarsi delle condizioni di vita dei minori.
Libertà guidata e responsabilità: il vero metodo Montessori
La vicenda ripropone con forza il tema dell'equivoco che talvolta circonda le pedagogie attive. Nel pensiero originale di Maria Montessori, l'autonomia del bambino non coincide affatto con il permissivismo o con l'assenza di cura. Il principio di "aiutami a fare da solo" presuppone al contrario un ambiente accuratamente preparato, una presenza adulta vigile, il rispetto delle norme igieniche e di salute, e una solida educazione alla responsabilità sociale.
Confondere la libertà pedagogica con la rinuncia ai doveri genitoriali e all'istruzione obbligatoria costituisce una grave violazione della tutela dei minori, attivando le procedure di segnalazione da parte delle istituzioni scolastiche e dei servizi sociali territoriali.
Cosa prevede la tutela dei minori e la vigilanza della scuola
In casi di prolungata assenza da scuola e di segnali evidenti di disagio igienico o di salute.
- Monitoraggio delle assenze: verifica immediata dei motivi della mancata frequenza dell'obbligo scolastico con segnalazione ai servizi sociali ed eventualmente alla Procura presso il Tribunale per i Minorenni;
- Segnalazione di disagio: inoltro delle relazioni informative nei casi in cui si riscontrino indicatori di maltrattamento o incuria grave;
- Intervento dei servizi territoriali: presa in carico della famiglia per la valutazione della capacità genitoriale e l'adozione di adeguate misure di protezione a tutela della crescita e della salute dei bambini.




