Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) rappresenta una figura centrale all'interno di ogni realtà lavorativa, inclusi gli istituti scolastici, fungendo da punto di raccordo tra il personale e il datore di lavoro in materia di salute e sicurezza. La sua nomina e la conseguente formazione non sono semplici adempimenti burocratici, ma passaggi essenziali per garantire la tutela di chi opera quotidianamente negli ambienti scolastici e lavorativi.

Per chi è stato eletto o designato a ricoprire questo incarico, è necessario seguire un percorso formativo specifico. Vediamo nel dettaglio come funziona e cosa prevede la normativa.

Chi è il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza

La figura dell'RLS è prevista dal D.Lgs. 81/08, il Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il ruolo viene ricoperto da un lavoratore scelto dai colleghi per rappresentarli nelle questioni che riguardano la prevenzione dei rischi, la valutazione delle condizioni ambientali e la proposta di misure migliorative per la sicurezza.

  • Fino a 200 lavoratori: un solo RLS.
  • Da 201 a 1000 lavoratori: tre RLS.
  • Oltre 1000 lavoratori: sei RLS.

Nelle realtà fino a 15 dipendenti, l'RLS viene eletto direttamente dai lavoratori. Nelle strutture più grandi, viene designato o eletto nell'ambito delle rappresentanze sindacali aziendali.

La formazione obbligatoria

La formazione dell'RLS è un obbligo di legge, disciplinato dall'art. 37 del D.Lgs. 81/08 e dall'Accordo Stato-Regioni del 7 luglio 2016. Il percorso deve essere completato prima dell'assunzione dell'incarico o, nel caso di elezione durante il servizio, nel più breve tempo possibile.

  • Quadro normativo: Conoscenza dei compiti, degli obblighi e delle responsabilità dei soggetti coinvolti nel sistema di prevenzione aziendale.
  • Valutazione dei rischi: Capacità di individuare i fattori di rischio, analizzare gli infortuni e comprendere le misure di protezione.
  • Relazioni e comunicazione: Competenze per dialogare efficacemente con il datore di lavoro, con gli organi di vigilanza e per sensibilizzare i colleghi, con particolare attenzione alle categorie più vulnerabili come i neoassunti o il personale straniero.

Esistono diverse modalità per assolvere a questo obbligo formativo, inclusi percorsi strutturati su 32 ore di lezione. Per chi fosse interessato a consultare i dettagli di un percorso formativo standardizzato, è disponibile la scheda del percorso, che illustra i moduli didattici e le modalità di erogazione.

Cosa considerare prima di iscriversi

Se sei stato individuato come RLS e devi procedere con la formazione, è importante verificare che il percorso scelto sia conforme ai dettami normativi citati.

  • Certificazione: Assicurarsi che il corso rilasci un attestato valido a norma di legge.
  • Contenuti: Verificare che il programma copra tutti i moduli obbligatori previsti dall'Accordo Stato-Regioni.
  • Flessibilità: Valutare la modalità di erogazione (online o in presenza) in base alle proprie esigenze lavorative e alla possibilità di conciliare la formazione con l'orario di servizio.

Ai sensi dell'art. 37, comma 11, del D.Lgs. 81/08, la periodicità dell'aggiornamento formativo è legata alla dimensione dell'azienda: per le aziende che occupano da 15 a 50 lavoratori, l'aggiornamento ha cadenza biennale con una durata minima di 4 ore annue; per le aziende con più di 50 lavoratori, l'aggiornamento è annuale con una durata minima di 8 ore annue. Tale obbligo è indispensabile per mantenere le competenze aggiornate in base all'evoluzione dei rischi e delle normative vigenti.