Emilia‑Romagna, Toscana, Sardegna, Puglia, Umbria e Campania hanno firmato il Manifesto per l’inclusione, un’iniziativa lanciata originariamente a Bologna nell’ottobre 2024 durante il convegno nazionale “Le esperienze di Scuole Aperte”. L’obiettivo è chiaro: rendere la scuola un luogo di crescita per tutti, senza discriminazioni, e chiedere maggiori investimenti per garantire un’educazione realmente inclusiva.
Chi ha firmato il Manifesto
- Isabella Conti – Assessore alla Scuola, Emilia‑Romagna
- Alessandra Nardini – Assessore alla Scuola, Toscana
- Ilaria Portas – Assessore alla Scuola, Sardegna
- Silvia Miglietta – Assessore alla Scuola, Puglia
- Fabio Barcaioli – Assessore alla Scuola, Umbria
- Andrea Morniroli – Assessore alla Scuola, Campania
Prima di loro, la firma era stata apposta dagli assessori alla Scuola di Bologna, Roma, Milano e Bergamo.
Cosa prevede il Manifesto
Il documento, consultabile integralmente online, è nato nell’ambito del convegno nazionale dedicato alle esperienze educative extracurricolari.
- Inclusività assoluta: le scuole non devono mai escludere o rifiutare alcun alunno, indipendentemente da origine, lingua o background culturale.
- Pluralità e relazioni: gli istituti devono favorive la convivenza di culture diverse e promuovere un senso di appartenenza condiviso.
- Investimenti concreti: è necessario destinare risorse adeguate per sostenere pratiche inclusive, formazione del personale e adeguamenti strutturali.
Il Manifesto fa anche riferimento al recente decreto che prevede un tetto del 30 % per gli alunni stranieri in classe, sottolineando la necessità di politiche che evitino nuove forme di discriminazione.
Perché è importante per docenti, ATA e famiglie
Per chi vive la scuola quotidianamente, l’adesione di sei regioni rappresenta un segnale di volontà politica concreta. In pratica.
- Maggiore attenzione alle esigenze linguistiche di alunni con lingua madre diversa dall’italiano.
- Formazione specifica per insegnanti e personale ATA su metodologie inclusive.
- Possibili nuovi fondi destinati a progetti di integrazione e a strutture accessibili.
Queste misure possono alleviare la pressione su chi, giorno per giorno, deve gestire classi sempre più eterogenee.
Cosa fare ora
Le amministrazioni regionali hanno invitato le altre regioni e gli enti locali a unirsi al Manifesto. Per chi è interessato a partecipare o a conoscere i dettagli, è possibile consultare il documento originale e le comunicazioni ufficiali sul sito di Italpress.
- Verificare se la propria scuola ha avviato progetti di inclusione in linea con i principi del Manifesto.
- Partecipare a corsi di formazione o seminari promossi dalle regioni firmatarie.
- Segnalare al dirigente di istituto eventuali criticità legate a discriminazioni o mancanza di risorse.
Prospettive future
Gli assessori firmatari hanno espresso la speranza che “altre amministrazioni aderiscano al Manifesto”, creando un movimento nazionale capace di influenzare le politiche educative a livello statale. Se la spinta regionale si tradurrà in iniziative concrete, gli effetti potranno essere percepiti già nel prossimo anno scolastico, con scuole più aperte, più inclusive e meglio attrezzate.
In sintesi, la firma di sei regioni al Manifesto per l’inclusione rappresenta un passo importante verso una scuola che accoglie tutti gli alunni, valorizzando la diversità e garantendo pari opportunità di apprendimento.




