Aumentano i fondi destinati all'assistenza specialistica per gli studenti con disabilità nelle scuole italiane. In Conferenza Unificata è stata raggiunta l'intesa sul decreto ministeriale che ripartisce tra Comuni e Regioni le risorse economiche per gli assistenti all'autonomia e alla comunicazione (spesso indicati come ASACOM), portando lo stanziamento complessivo da 200 a 288 milioni di euro per l'anno scolastico in corso.
L'intesa segna un cambio di passo significativo nella gestione del servizio, che per la prima volta abbandona la logica dell'assegnazione annuale e passa a una programmazione su base triennale. L'obiettivo è offrire maggiore stabilità organizzativa agli enti locali e assicurare alle famiglie e agli alunni una reale continuità didattica e di affiancamento.
Programmazione triennale e clausola di garanzia per il 2027
La vera svolta strutturale risiede nell'arco temporale triennale concordato tra lo Stato, le Regioni e le autonomie locali. Fino ad oggi, i ritardi nei riparti annuali generavano incertezze nei Comuni e nelle Province, provocando spesso partenze a scartamento ridotto all'inizio delle lezioni o interruzioni del servizio durante l'anno.
Con il nuovo impianto triennale, le amministrazioni territoriali potranno pianificare i bandi e l'ingaggio del personale d'assistenza con un orizzonte programmatico più lungo. Per tutelare la stabilità degli interventi, il testo introduce una precisa clausola di garanzia per il 2027: alle Regioni e agli enti locali verrà garantita l'erogazione di almeno l'85% delle risorse stanziate nel 2026, anche nell'eventualità in cui si dovesse registrare un calo nel numero degli alunni con disabilità certificata.
Verso i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) entro il 2028
Accanto all'incremento delle risorse finanziarie, il provvedimento fissa per la prima volta uno specifico obiettivo di servizio per l'assistenza all'autonomia e alla comunicazione. Si tratta di un passaggio preparatorio decisivo nel percorso avviato con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, che punta a definire ed entrare a regime entro il 2028 con i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) per l'inclusione scolastica.
A partire dal prossimo anno scolastico, le risorse confluiranno direttamente nei trasferimenti legati ai percorsi di autonomia concordati con il MEF. Saranno quindi le singole Regioni a gestire e programmare in modo diretto le somme necessarie nei rispettivi territori, operando nell'ambito delle proprie competenze istituzionali per garantire la copertura del servizio su tutto il territorio nazionale.
Cosa cambia per le scuole, gli enti locali e le famiglie
Il provvedimento impatta direttamente sull'organizzazione pratica del supporto scolastico agli alunni con disabilità.
- Per gli enti territoriali (Comuni e Città Metropolitane/Province): disponibilità finanziaria certa su base pluriennale, con possibilità di stipulare convenzioni e contratti di servizio di lunga durata con le cooperative e gli enti erogatori.
- Per gli studenti e le famiglie: maggiore probabilità di mantenere lo stesso assistente all'autonomia nel corso degli anni, evitando i continui cambi di personale a ogni avvio di anno scolastico.
- Per gli assistenti all'autonomia e alla comunicazione: una maggiore tutela dell'occupazione e tutele contrattuali più stabili grazie alla continuità dei fondi pubblici.
Sulla portata del provvedimento si è espressa la ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, sottolineando come l'intesa raggiunta rappresenti un passo in avanti per rendere la programmazione dei servizi più fluida e prevedibile per tutti i soggetti coinvolti nel sistema di inclusione scolastica.
Fonte: In Terris




