Assistenza agli studenti con disabilità, è scontro. Le famiglie: "Ore tagliate". La Regione: "Pronti i nuovi fondi"
L’avvio dell’anno scolastico 2026/2027 nel Lazio è segnato da un duro scontro sull’assistenza specialistica per gli studenti con disabilità delle scuole superiori. Mentre le famiglie e le consulte municipali denunciano tagli lineari alle ore di servizio che arrivano fino al 50%, la Regione Lazio difende il proprio operato, annunciando lo stanziamento di nuove risorse per coprire gli istituti inizialmente rimasti esclusi dai finanziamenti.
Per orientarsi nella gestione dei servizi, è necessario distinguere tra le diverse competenze istituzionali: l’assistenza specialistica per l'integrazione e l'autonomia nelle scuole secondarie di secondo grado è infatti di competenza della Regione e della Città Metropolitana. Diversamente, per i cicli di istruzione inferiori (nidi, scuole dell'infanzia, primarie e medie), il servizio è gestito direttamente dai Comuni attraverso la figura dell'OEPAC (Operatore Educativo per l’Autonomia e la Comunicazione).
La questione attuale riguarda migliaia di studenti delle superiori che necessitano di figure professionali per l'integrazione. Secondo le associazioni dei genitori, in molti territori, specialmente a Roma, il servizio non sarebbe garantito a pieno regime, costringendo diversi alunni a frequentare le lezioni con un orario ridotto, talvolta limitato a sole due ore al giorno.
La denuncia delle famiglie: "Tagli insostenibili"
Le segnalazioni giunte dalle consulte municipali per la disabilità di Roma descrivono una situazione critica. In una nota congiunta, i rappresentanti dei 15 municipi capitolini hanno evidenziato come la mancanza di assistenti specialistici in aula stia creando un "isolamento forzato" per i ragazzi. "La stragrande maggioranza degli assistenti non è ancora entrata in aula", denunciano le consulte, sottolineando come il peso dell’assistenza stia ricadendo interamente sulle famiglie, pregiudicando la continuità educativa.
Alle critiche si è unita Carla Fermariello, presidente della commissione capitolina Scuola, che ha definito insufficienti le contromisure regionali. Secondo Fermariello, oltre ai ritardi burocratici, pesano tagli quantificabili tra il 30% e il 50% rispetto al fabbisogno reale, impedendo di fatto la piena partecipazione alla vita scolastica anche nelle scuole che hanno ottenuto i fondi.
La replica della Regione: "Nessun disinteresse, fondi in arrivo"
L’assessore regionale alla Scuola, Alessandro Calvi, ha respinto le accuse di tagli lineari, parlando di polemiche politiche e rivendicando la prontezza della giunta Rocca nel risolvere le criticità emerse. Secondo l'assessore, la Regione ha applicato rigorosamente le normative nazionali ed europee che regolano l'accesso ai fondi.
Per rimediare all'esclusione di 12 istituti del Lazio che avevano commesso errori formali nella presentazione dei progetti, la Regione ha pubblicato lo scorso 24 settembre una seconda edizione dell’avviso pubblico, mettendo a disposizione ulteriori 1.729.370 euro.
L’assessore ha fornito i dati relativi alla copertura attuale:
- 11.179 allievi hanno attualmente il servizio garantito;
- 237 progettualità sono state approvate e finanziate;
- 3 milioni di euro aggiuntivi sono previsti per l’anno scolastico 2026-27 per potenziare i servizi di Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA).
"L’amministrazione regionale è intervenuta tempestivamente per fornire risposte adeguate e garantire a tutti gli studenti un effettivo diritto allo studio. Nessuno resterà escluso", ha dichiarato Calvi.
Autonomia scolastica e gestione dei progetti
Un punto centrale della controversia riguarda la modalità di erogazione dei fondi. L'assessore Calvi ha precisato che il finanziamento regionale avviene "a progetto" e non "ad allievo". Questo significa che sono le singole istituzioni scolastiche, nell’ambito della loro autonomia, a dover organizzare il servizio di assistenza in base alle risorse assegnate.
Per le famiglie, tuttavia, questo sistema a bando genera incertezza e disparità di trattamento tra gli istituti. La richiesta che arriva dalle consulte è quella di un intervento strutturale che superi la logica dei progetti a scadenza, garantendo la presenza degli assistenti fin dal primo giorno di scuola.
Al momento, la Regione Lazio è impegnata nell'istruttoria della seconda edizione dell'avviso per i 12 istituti esclusi. Una volta terminata questa fase e acquisite le necessità per la CAA, si procederà all'assegnazione dei fondi residui per completare il quadro dell'assistenza specialistica sul territorio regionale.
Per consultare nel dettaglio la graduatoria dei progetti ammessi e i testi integrali dei bandi, è possibile scaricare la documentazione ufficiale tramite la Determinazione Dirigenziale relativa all'Avviso Pubblico per l'Inclusione Scolastica sul portale regionale.
Fonte: RomaToday




