Un ragazzo di 13 anni è stato aggredito e colpito con un pugno nello stomaco da un compagno all'interno della propria scuola a Rimini, durante il cambio dell'ora. Si tratta del secondo episodio di violenza subito dallo stesso studente nel giro di appena sette giorni: dopo le cure ospedaliere, il padre della vittima ha deciso di presentare formale denuncia ai Carabinieri.
L'episodio riaccende l'attenzione sul tema della sicurezza all'interno degli istituti scolastici, in particolare durante i momenti di transizione come l'intervallo o il passaggio dei docenti da un'aula all'altra, quando la vigilanza negli spazi comuni richiede la massima tempestività di intervento da parte del personale scolastico.
La dinamica dell'aggressione e il racconto del genitore
A ricostruire l'accaduto è stato il padre della vittima, che ha spiegato i fatti sulle pagine del quotidiano il Resto del Carlino nell'edizione locale di Rimini. L'aggressione è avvenuta lungo i corridoi dell'istituto: i due tredicenni si sono incrociati e l'aggressore ha sferrato all'improvviso un pugno all'addome del compagno.
Il giovane è stato accompagnato al pronto soccorso per gli accertamenti medici del caso, riportando lesioni fortunatamente non gravi. Si tratta però della seconda visita in ospedale per lo stesso motivo: il primo episodio si era verificato il 23 settembre scorso, a distanza di una sola settimana dal nuovo attacco.
Secondo quanto riferito dal genitore, il ragazzo responsabile del gesto non sarebbe nuovo a comportamenti violenti e prepotenze, essendosi già reso protagonista di situazioni analoghe sia nei confronti di altri studenti dell'istituto, sia ai danni di alcuni docenti. A destare forte preoccupazione nella famiglia è adesso anche l'impatto psicologico sul minore: il padre ha evidenziato come il figlio abbia manifestato un profondo timore e forti dubbi sull'opportunità di rientrare in classe.
I colloqui con la dirigenza e la reazione istituzionale
Dopo aver raccolto il racconto del figlio e i referti sanitari, il genitore ha avuto un confronto con la dirigente scolastica dell'istituto per chiarire le misure adottate a tutela dell'incolumità degli alunni, preannunciando l'intenzione di formalizzare l'accaduto presso la locale stazione dei Carabinieri per consentire le verifiche dell'autorità giudiziaria minorile.
Sulla vicenda è intervenuta anche la deputata Beatriz Colombo.
«Voglio esprimere tutta la mia vicinanza al ragazzo di 13 anni vittima delle aggressioni. A loro voglio dire una cosa molto semplice: noi ci siamo e faremo tutto il possibile perché non si sentano soli. Se qualcuno conosce personalmente la famiglia e può mettermi in contatto con loro, vorrei andare a trovare il ragazzo e portargli personalmente la mia solidarietà».
I protocolli di prevenzione e gestione del bullismo a scuola
Negli istituti scolastici italiani la gestione dei casi di prevaricazione e violenza tra pari segue protocolli definiti per prevenire il disagio e intervenire tempestivamente a salvaguardia delle vittime. Ogni comunità scolastica dispone di un referente per il contrasto al bullismo e al cyberbullismo, incaricato di coordinare le azioni educative e le segnalazioni all'interno dell'istituto.
Quando si verificano episodi di violenza fisica o reiterata all'interno dei plessi.
- Verifica interna e vigilanza: il consiglio di classe e la dirigenza accertano le circostanze dell'evento, verificando le condizioni di sorveglianza durante il cambio dell'ora e disponendo interventi disciplinari ed educativi mirati nei confronti dei responsabili.
- Patto di corresponsabilità e supporto: la scuola convoca i nuclei familiari degli studenti coinvolti per attivare percorsi di supporto pedagogico o psicologico, con l'obiettivo di garantire un clima sereno e sicuro per la vittima.
- Segnalazioni esterne: nei contesti più gravi, la documentazione dell'accaduto può essere trasmessa ai servizi sociali territoriali o alle forze dell'ordine per i profili di competenza relativi alla tutela dei minori.
Per gli studenti e i genitori che si trovano ad affrontare situazioni di prevaricazione sistematica, il primo canale di tutela resta la segnalazione formale e tempestiva per iscritto alla dirigenza scolastica, corredata da eventuali referti sanitari, per richiedere l'immediata attivazione delle tutele previste dal regolamento di istituto.
Fonte: ANSA




