L’inclusione scolastica compie un passo avanti concreto a Lucca. Nella giornata di oggi, martedì 29 settembre 2026, l'Istituto Comprensivo Lucca 2 ha ufficialmente inaugurato una nuova stanza sensoriale, uno spazio appositamente progettato per accogliere e supportare gli alunni con disturbi dello spettro autistico durante le ore di lezione.
L'ambiente è stato pensato come un luogo di decompressione, dove gli studenti possono trovare sollievo in momenti di particolare stress emotivo. La gestione dei sovraccarichi sensoriali, spesso causa di disagio in contesti scolastici affollati o rumorosi, trova così una risposta pratica all'interno dell'istituto, permettendo ai ragazzi di autoregolare le proprie emozioni in un ambiente protetto, silenzioso e adatto alle loro esigenze specifiche.
Il progetto è stato realizzato grazie a una sinergia tra diverse realtà del territorio. Il supporto delle associazioni locali, unito all'utilizzo di fondi PON (Programma Operativo Nazionale) erogati in conformità alla nota ministeriale di riferimento per l'inclusione scolastica, ha permesso di allestire lo spazio con dotazioni specifiche che favoriscono il benessere degli alunni. La creazione di questo ambiente non rappresenta solo una novità strutturale per la scuola, ma un segnale importante per l'intera comunità scolastica: l'obiettivo è garantire che il diritto allo studio sia declinato attraverso una reale accessibilità, capace di rispondere alle diversità di ciascuno.
L'iniziativa si inserisce in un percorso più ampio di attenzione alle fragilità, che vede la scuola non solo come luogo di apprendimento cognitivo, ma come presidio educativo in grado di accogliere le necessità emotive e sensoriali di tutti gli studenti. La stanza sarà a disposizione degli alunni durante l'orario scolastico, offrendo un supporto costante e integrato nel piano di inclusione dell'istituto. Per approfondimenti sulle modalità di gestione del supporto didattico e le opportunità di formazione del personale.
Con questo intervento, il Lucca 2 punta a consolidare il proprio modello di accoglienza, dimostrando come la collaborazione tra enti pubblici e realtà associative possa tradursi in interventi concreti, in grado di migliorare sensibilmente la quotidianità scolastica dei ragazzi e delle loro famiglie.