Un grave episodio di prevaricazione ha scosso la provincia di Pavia nella mattinata di oggi, martedì 29 settembre 2026. Alla stazione ferroviaria di Belgioioso, un gruppo composto da 21 ragazzi ha accerchiato una studentessa, impedendole fisicamente di salire sul treno diretto a Pavia per raggiungere il proprio istituto scolastico. L'intervento tempestivo dei Carabinieri ha portato all'identificazione e alla denuncia dell'intero gruppo, tra cui figurano dieci minorenni.
I fatti, riportati inizialmente da TGCOM24, si sono svolti intorno alle 7:30, in un orario di punta per il pendolarismo scolastico. Secondo le ricostruzioni fornite dai militari dell'Arma, l'azione del "branco" si è verificata nei pressi del binario dove era in arrivo il treno 10452 della linea Pavia-Codogno e non si è limitata al blocco fisico: alla vittima è stato imbrattato lo zaino con vernice spray, rendendolo inutilizzabile e danneggiando il materiale didattico contenuto all'interno. La giovane, visibilmente scossa, è stata costretta a perdere l'intera giornata di lezioni a causa dell'impossibilità di accedere al convoglio.
Dalla goliardia al reato: le accuse dei Carabinieri
Quello che i responsabili avrebbero definito, nelle loro prime giustificazioni, come una "festa goliardica" o uno scherzo di gruppo, è stato invece qualificato dagli inquirenti come un atto di grave violenza. I Carabinieri della stazione di Belgioioso e i militari intervenuti sul posto, allertati dalle segnalazioni di altri pendolari, hanno identificato i presenti.
Le accuse formulate dai Carabinieri, a vario titolo e a seconda delle responsabilità individuali emerse dai primi accertamenti.
- Violenza privata (art. 610 del Codice Penale);
- Danneggiamento (art. 635 del Codice Penale);
- Imbrattamento (art. 639 del Codice Penale).
In particolare, la contestazione del reato di violenza privata è legata alla privazione della libertà di movimento della studentessa, a cui è stato impedito con la forza di esercitare il proprio diritto di recarsi a scuola. Come previsto dal Codice Penale, tale fattispecie scatta quando si costringe qualcuno, con violenza o minaccia, a "tollerare od omettere qualche cosa".
Il profilo dei denunciati e il ruolo dei minorenni
Il gruppo dei denunciati è eterogeneo ma accomunato dalla giovane età. Dei 21 soggetti deferiti all'autorità giudiziaria, ben 10 sono minorenni. Questo dettaglio sposta parte della competenza investigativa alla Procura presso il Tribunale per i Minorenni, che dovrà valutare non solo le responsabilità penali ma anche il contesto educativo in cui è maturato l'episodio.
Le indagini non si sono chiuse con le denunce odierne. I Carabinieri stanno procedendo con gli accertamenti necessari per verificare se altri giovani abbiano partecipato attivamente all'aggressione o abbiano fornito supporto al gruppo principale, riuscendo a dileguarsi prima dell'arrivo delle forze dell'ordine.
Le ripercussioni scolastiche e civili
Sebbene l'episodio sia avvenuto all'esterno del perimetro scolastico, la natura dei soggetti coinvolti e la finalità dell'azione (impedire la frequenza scolastica) pongono interrogativi sul piano disciplinare. Gli istituti di provenienza dei ragazzi denunciati potrebbero adottare provvedimenti in linea con i regolamenti interni, qualora venga ravvisato un danno all'immagine della scuola o un comportamento incompatibile con i doveri dello studente, anche se consumato fuori dalle mura dell'edificio.
Sul fronte civile, inoltre, le famiglie dei dieci minorenni coinvolti potrebbero essere chiamate a rispondere dei danni materiali e morali causati alla studentessa. La giurisprudenza italiana prevede infatti la responsabilità dei genitori per i fatti illeciti commessi dai figli minori, sotto il profilo della culpa in educando.
Cosa accade ora
Per i maggiorenni identificati si aprirà un procedimento penale ordinario, mentre per i minori la giustizia minorile valuterà l'eventuale messa alla prova o altre misure rieducative. Resta il segnale allarmante di una violenza di gruppo esercitata ai danni di una coetanea, in un luogo pubblico e alla luce del sole, mascherata da un presunto spirito festoso che non ha trovato alcuna conferma nella realtà dei fatti accertati dai Carabinieri.
L'episodio riaccende il dibattito sulla sicurezza dei trasporti per gli studenti e sulla necessità di un presidio costante nelle stazioni ferroviarie minori, spesso teatro di episodi di bullismo e microcriminalità che colpiscono le fasce più fragili della popolazione scolastica.




