Il servizio di refezione scolastica non è ancora partito nelle scuole dell'infanzia e primarie di Salerno, nonostante l'avvio dell'anno scolastico. Lo racconta SalernoToday, descrivendo una situazione che sta creando forti disagi alle famiglie e scatenando la protesta dei comitati dei genitori e delle organizzazioni sindacali.

Cosa sta succedendo

All'apertura delle lezioni, il servizio mensa non risultava attivo. I genitori segnalano pesanti difficoltà organizzative: chi può si organizza con pasti da casa o andando a prendere i figli all'uscita dell'orario antimeridiano, ma per molte famiglie — soprattutto dove entrambi i genitori lavorano — la mancanza del tempo pieno e della mensa rappresenta un ostacolo concreto alla conciliazione vita-lavoro.

La risposta dell'amministrazione comunale

L'amministrazione comunale ha riconosciuto il ritardo e ha assicurato che il servizio sarà attivato entro il mese di ottobre. Non sono stati resi noti, al momento, i motivi tecnici o amministrativi che hanno determinato lo slittamento rispetto al calendario scolastico.

Le richieste di sindacati e comitati

Le organizzazioni sindacali e i comitati dei genitori giudicano insufficiente la generica indicazione di "entro ottobre" e chiedono tempi certi e immediati. La richiesta condivisa è quella di un cronoprogramma dettagliato, scuola per scuola, per permettere alle famiglie di organizzarsi e per garantire il diritto al tempo pieno fin dalle prime settimane.

Cosa fare adesso

  • Monitorare le comunicazioni ufficiali del proprio istituto e del Comune per la data esatta di avvio nel plesso di riferimento.
  • Verificare le modalità di iscrizione al servizio (ove non già perfezionata) e i termini per eventuali rimborsi o riduzioni della retta per i giorni di mancata erogazione.
  • Segnalare criticità specifiche ai rappresentanti di classe o ai comitati genitori, così da far pressione per un calendario vincolante.

La vicenda riaccende i riflettori sulla tenuta dei servizi a domanda individuale all'avvio dell'anno scolastico: un appuntamento fisso che, puntualmente, trova impreparati enti gestori e amministrazioni, scaricando il peso dell'emergenza sulle spalle delle famiglie.