Una piazza gremita, cartelli colorati e una richiesta comune: difendere lo spazio educativo dei bambini. È quanto accaduto questa mattina a Genova, in piazza della Meridiana, dove centinaia di genitori, insegnanti e rappresentanti di diverse associazioni si sono dati appuntamento davanti alla scuola primaria Daneo. La mobilitazione è nata come risposta a un episodio avvenuto la settimana scorsa, quando alcuni agenti hanno rimosso uno striscione multilingue affisso all'ingresso dell'istituto, che recitava: "qui nessun* è stranier*".

L'episodio ha sollevato un'ondata di sdegno tra le famiglie e il corpo docente, portando alla decisione di organizzare un presidio per riaffermare quelli che gli organizzatori definiscono i principi fondamentali della comunità educante. Durante la manifestazione, i partecipanti hanno srotolato un nuovo striscione, dal messaggio esplicito: "La scuola che esclude è incostituzionale".

Il ruolo della scuola come comunità inclusiva

A dare voce alle ragioni del presidio è stata Francesca Pastore, che ha espresso la posizione dei genitori degli studenti della Daneo. "Chiediamo di proteggere lo spazio dei nostri bambini", ha spiegato durante l'iniziativa. "Venerdì alcuni agenti hanno portato via lo striscione che restava appeso al portone. Come comunità educante ribadiamo i principi costituzionali: qui nessuna persona è straniera o straniero. Straniero può essere un termine discriminatorio. Chi abita la scuola sa che non c'è insegnamento senza inclusione".

Secondo Pastore, la presenza di alunni provenienti da diversi Paesi rappresenta un valore aggiunto per l'intera classe: "È una ricchezza, non rallenta l'apprendimento, semmai il contrario".

Il contesto normativo e il dibattito

La rimozione dello striscione si inserisce in un dibattito più ampio che coinvolge l'interpretazione del Decreto Legge 71/2024, convertito nella Legge 106/2024, che ha introdotto nuove disposizioni in materia di valutazione del comportamento e di gestione degli spazi scolastici. Il richiamo a tali norme da parte delle autorità è stato al centro delle contestazioni dei manifestanti, che ne mettono in discussione l'applicazione in contesti volti a promuovere l'inclusione sociale e il contrasto alla dispersione scolastica, temi sempre centrali nel dibattito educativo.

Il sostegno degli enti professionali

Alla protesta hanno aderito diverse realtà del territorio, tra cui comitati e rappresentanze politiche del campo progressista. Le riflessioni sull'impatto che simili interventi possono avere sui percorsi di crescita dei più piccoli hanno animato il confronto, richiamando l'attenzione sulla necessità che ogni scelta che riguarda l'infanzia e l'adolescenza sia valutata alla luce dei suoi effetti concreti sulle persone più giovani, nel rispetto dei principi di uguaglianza e del diritto all'istruzione sanciti dall'articolo 34 della Costituzione.

L'episodio, che ha avuto eco anche a livello istituzionale con la presentazione di un'interrogazione parlamentare, si è concluso con la restituzione dello striscione rimosso, ma la questione resta al centro del dibattito cittadino sul significato di accoglienza e inclusione all'interno degli istituti scolastici.