Nelle ultime ore gli importi dello stipendio di ottobre sono diventati visibili sulla piattaforma NoiPA, ma per i dirigenti scolastici la sorpresa è stata amara: le cifre risultano identiche a quelle del mese di settembre, senza la presenza degli adeguamenti retributivi previsti dal nuovo contratto collettivo. A denunciare l'anomalia è l'ANP (Associazione Nazionale Presidi), che chiede un intervento immediato per allineare le buste paga a quanto stabilito dall'accordo nazionale.
La segnalazione riguarda specificamente il personale direttivo delle scuole, mentre per docenti e personale ATA non risultano al momento anomalie analoghe, anche se l'invito rivolto a tutto il personale resta quello di verificare l'importo calcolato sul proprio profilo di consultazione.
Cosa è successo negli stipendi di ottobre
La contestazione mossa dal sindacato dei dirigenti riguarda l'applicazione del CCNL per l'Area Istruzione e Ricerca (sezione Dirigenza Scolastica), sottoscritto in via definitiva lo scorso 6 agosto 2026. L'accordo avrebbe dovuto produrre i suoi effetti ordinari proprio a partire dal mese di ottobre, inserendo a regime i nuovi importi tabellari nella retribuzione mensile.
I dirigenti scolastici hanno già ricevuto gli arretrati maturati fino a settembre attraverso un'emissione speciale separata. Tuttavia, la quota mensile ordinaria di ottobre visualizzata nel sistema NoiPA non presenta l'aggiornamento della retribuzione base, rimanendo ferma sui livelli precedenti.
Come sottolinea l'ANP, una cosa è la corresponsione una tantum delle somme pregresse, un'altra è l'adeguamento costante della busta paga mensile. Dalla sola cifra visibile sull'applicazione non è possibile individuare quale passaggio tecnico del sistema informativo sia fallito, ma l'associazione esige il rispetto dei termini contrattuali e il conguaglio spettante.
Il terzo blocco su NoiPA dall'inizio dell'anno
L'episodio registrato sulla rata di ottobre non rappresenta un caso isolato.
- Gennaio: si era verificata l'azzeramento dell'anticipazione contrattuale, successivamente ripristinata e recuperata solo nel mese di marzo tramite il pagamento degli arretrati;
- Febbraio: il sistema aveva disposto un'emissione speciale che è stata poi bloccata e annullata poiché rivelatasi non dovuta;
- Ottobre: mancato recepimento degli aumenti ordinari dello stipendio tabellare a seguito della firma definitiva del contratto di agosto.
Contrattazione integrativa e rinnovo 2025-2027 ancora in stand-by
Il malcontento manifestato dalla categoria non si limita ai disservizi tecnici della piattaforma di pagamento. Sul tavolo resta aperta la vertenza legata ai ritardi burocratici che rallentano l'intera gestione economica delle istituzioni scolastiche.
Risulta ancora non avviata la trattativa per il rinnovo del CCNL relativo al triennio 2025-2027. Contestualmente, la contrattazione integrativa nazionale vive una fase di stallo prolungato: l'ipotesi di accordo sulle risorse per l'anno scolastico 2024/2025, siglata l'11 settembre 2025, non ha ancora completato l'iter di controllo presso gli organi preposti per giungere alla firma definitiva.
Questo ritardo a catena impedisce anche solo di avviare i negoziati per l'anno scolastico 2025/2026 (ormai concluso) e per il corrente anno scolastico 2026/2027 (appena iniziato), lasciando nell'incertezza le risorse destinate alla retribuzione di posizione e di risultato dei presidi.
Le richieste dell'ANP
I dirigenti scolastici ricordano il carico di lavoro eccezionale e le responsabilità amministrative dirette sostenute negli ultimi mesi, a partire dalla gestione dei progetti e delle scadenze operative del PNRR. A fronte di questi compiti, l'associazione torna a evidenziare il persistere del divario retributivo che separa la dirigenza scolastica da quella degli altri settori della Pubblica Amministrazione.
L'ANP chiede che NoiPA proceda tempestivamente alla correzione delle buste paga e che le istituzioni competenti velocizzino le procedure di verifica sui contratti integrativi, per consentire la regolare liquidazione delle competenze dovute.




