Formare classi con un numero elevato di studenti in presenza di alunni con disabilità grave richiede una valutazione attenta che vada oltre il mero calcolo numerico, considerando l'impatto educativo e la conformità degli spazi. La giurisprudenza amministrativa interviene spesso per annullare provvedimenti di accorpamento che trascurano l'inclusione scolastica e il benessere degli studenti, ribadendo che tali decisioni non possono essere dettate da logiche di pura razionalizzazione dell'organico. Per approfondire l'orientamento dei giudici in materia di istruzione, è possibile consultare la banca dati ufficiale all'indirizzo giustizia-amministrativa.it.
Sulla questione della formazione delle classi è intervenuto il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), evidenziando come la gestione delle sezioni debba rispettare i vincoli di legge e le reali condizioni ambientali delle aule, evitando che la composizione dei gruppi diventi una mera operazione aritmetica.
Il caso: criticità negli spazi e composizione delle classi
La vicenda riguarda la costituzione di una classe seconda, nata dall'unificazione di due precedenti prime. Il risultato era un gruppo eterogeneo: 28 studenti complessivi, tra cui cinque con disabilità certificata in situazione di gravità e un alunno con disturbi specifici dell'apprendimento (DSA).
Tra gli studenti figurava anche una ragazza con disabilità uditiva e provvista di impianto cocleare, per la quale il livello di rumore e le condizioni acustiche rappresentavano un elemento cruciale per poter seguire le lezioni. Nonostante queste necessità documentate, la classe era stata collocata in un'aula di dimensioni limitate. Una stanza di tale metratura, sommando la presenza contemporanea di quasi trenta ragazzi, dei docenti curricolari, degli insegnanti di sostegno e degli assistenti all'autonomia e alla comunicazione, determina una situazione di sovraffollamento che incide sulla vivibilità, sul riverbero acustico e sull'efficacia stessa della didattica.
Cosa dice la legge sui limiti numerici e le deroghe
Il quadro normativo di riferimento per la formazione delle classi poggia sulle disposizioni del DPR 20 marzo 2009, n. 81. L'articolo 5, comma 2.
«Le classi iniziali delle scuole ed istituti di ogni ordine e grado, ivi comprese le sezioni di scuola dell'infanzia, che accolgono alunni con disabilità sono costituite, di norma, con non più di 20 alunni, purché sia esplicitata e motivata la necessità di tale consistenza numerica in rapporto alle esigenze formative degli alunni disabili e al progetto di integrazione definito dal competente consiglio di classe.»
A livello operativo, la Circolare ministeriale sugli organici per l'anno scolastico 2026/2027 conferma che, in presenza di alunni con disabilità, le classi devono essere costituite secondo criteri che garantiscano la qualità dell'integrazione. Eventuali deroghe al numero massimo di alunni devono essere supportate da una motivata istruttoria che tenga conto delle specifiche esigenze formative e delle condizioni strutturali degli ambienti, in linea con quanto previsto dalle norme vigenti per l'inclusione.
Più docenti di sostegno non compensano il sovraffollamento
Un aspetto chiave evidenziato dall'intervento del CNDDU riguarda l'illusione che l'assegnazione di più posti di sostegno possa "risolvere" o compensare automaticamente una classe sovraffollata. Inserire più figure professionali in uno spazio fisico ristretto aumenta il numero di persone compresenti, peggiorando le condizioni acustiche e logistiche. Il numero di alunni e la presenza di personale specializzato rispondono a bisogni diversi e non sono intercambiabili: un'aula sovraffollata resta inadeguata sul piano pedagogico e relazionale, a prescindere dal numero di cattedre di supporto assegnate.
Il ruolo centrale di PEI e GLO
Le istituzioni sono chiamate a un principio fondamentale di coerenza: gli strumenti educativi non possono essere ignorati nelle scelte amministrative. Il Piano Educativo Individualizzato (PEI) e le valutazioni espresse dal Gruppo di Lavoro Operativo (GLO) fotografano con precisione i bisogni dell'alunno, le barriere ambientali e le condizioni ottimali per l'apprendimento.
Se tali documenti certificano l'incompatibilità con ambienti rumorosi o classi numerose, l'amministrazione è tenuta a valutare attentamente la conformazione delle classi. La programmazione della rete scolastica e la composizione delle sezioni devono partire dalla conoscenza reale della popolazione studentesca, integrando i dati educativi prima di stabilire gli organici, così da evitare disagi agli studenti e contenziosi.




