Trasformare l'organizzazione didattica per superare la frammentazione degli apprendimenti: è questo l'obiettivo della pratica P.O.E.S.I., un progetto di innovazione pedagogica attivo presso la scuola dell'infanzia «Anna Maria Negri» dell'Istituto Comprensivo Verjus di Oleggio, in provincia di Novara. L'iniziativa si inserisce nel più ampio movimento delle Avanguardie educative, promosso dall'INDIRE, che dal 2014 coinvolge oltre 1.800 istituti scolastici italiani in processi di rinnovamento del modello scolastico. È possibile consultare la scheda tecnica dettagliata del progetto e la metodologia di riferimento direttamente sul portale ufficiale Avanguardie Educative di INDIRE.

Che cos'è la pratica P.O.E.S.I.

La metodologia P.O.E.S.I. si basa sulla destrutturazione delle sezioni tradizionali, che vengono riorganizzate in moduli aperti. In questo assetto, gli spazi della scuola non sono più vincolati alla singola classe, ma vengono progettati collegialmente dal gruppo docente per creare vere e proprie isole di apprendimento. All'interno di questi moduli, che possono accogliere fino a tre classi contemporaneamente, le docenti operano in compresenza per tutta la giornata scolastica, garantendo un supporto costante e una gestione flessibile delle attività.

  • Isole di gioco-apprendimento: allestite con materiali specifici in relazione ai diversi campi di esperienza;
  • Spazi per la metacognizione: luoghi deputati alla riflessione di gruppo sulle attività svolte;
  • Aree comuni: destinate ad approfondimenti e attività collaborative.

I benefici per l'inclusione e la didattica

Secondo le testimonianze raccolte dai protagonisti del progetto, l'apertura delle sezioni offre vantaggi concreti sia per gli alunni che per il personale scolastico. L'intervento mira a superare la settorialità degli apprendimenti, favorendo in particolare l'inclusione degli alunni più fragili grazie a una presenza docente potenziata — che vede collaborare le insegnanti di sezione con i docenti di sostegno, in linea con quanto previsto dalle normative vigenti sull'inclusione scolastica e le procedure di assegnazione delle risorse — e a una maggiore condivisione di buone prassi osservative.

  • La condivisione di competenze, saperi e responsabilità;
  • La facilitazione di interventi di cura più mirati per ogni bambino;
  • La possibilità di una formazione in itinere costante.

Un modello in espansione

Il successo della pratica P.O.E.S.I. ha generato interesse anche al di fuori del contesto di origine. Il modello si avvale di protocolli d'intesa tra istituzioni scolastiche finalizzati alla condivisione di buone pratiche e alla formazione del personale, nel rispetto delle linee guida ministeriali per l'innovazione didattica e organizzativa. Per il prossimo anno scolastico 2026/2027, le attività di confronto e scambio metodologico proseguono attraverso percorsi di aggiornamento professionale mirati al potenziamento dell'efficacia didattica e del benessere del gruppo docente.

La riuscita di questo percorso, come sottolineato dagli ideatori, richiede tuttavia alcuni prerequisiti fondamentali: la disponibilità del corpo docente a mettersi in gioco, una costante attitudine all'autovalutazione e l'adozione di una modalità di progettazione creativa, basata su un confronto quotidiano, costruttivo e non giudicante.

Per approfondire le storie degli insegnanti e degli studenti che partecipano al movimento delle Avanguardie educative, è possibile consultare lo spazio online Appuntamento con l’innovazione curato direttamente da INDIRE.