L’utilizzo dello smartphone tra i banchi torna al centro del dibattito scolastico. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha ribadito, attraverso la circolare n. 107190 del 19 dicembre 2022, il divieto di impiegare telefoni cellulari e dispositivi elettronici analoghi durante le ore di lezione, consultabile qui. Una misura che non introduce nuove sanzioni disciplinari, ma punta a richiamare al senso di responsabilità di tutta la comunità scolastica, docenti e studenti in primis.

Il divieto e le ragioni pedagogiche

Il provvedimento, firmato dal Ministro Giuseppe Valditara, si inserisce nel solco tracciato dallo Statuto delle studentesse e degli studenti del 1998 e dalla circolare ministeriale n. 30 del 2007. L'obiettivo dichiarato è quello di tutelare l’apprendimento e restituire autorevolezza alla figura del docente, contrastando un elemento che viene considerato fonte di distrazione, sia per chi lo utilizza sia per i compagni.

Alla base della decisione non vi è solo una questione di disciplina, ma anche una profonda riflessione pedagogica. Come evidenziato dall’indagine conoscitiva della 7ª Commissione del Senato, l’uso prolungato e senza criterio dei dispositivi elettronici può incidere negativamente su capacità cognitive fondamentali come la memoria, la concentrazione e lo spirito critico. Il rischio, spesso definito in ambito scientifico come una forma di "demenza digitale", è quello di mortificare il potenziale creativo degli studenti anziché esaltarlo.

Quando l'uso è consentito

Il divieto non è assoluto in ogni contesto scolastico: l'impiego dei dispositivi è infatti ammesso qualora sia espressamente previsto dal Piano Educativo Individualizzato (PEI) o dal Piano Didattico Personalizzato (PDP), ovvero quando le tecnologie rappresentino strumenti compensativi necessari per l'inclusione.

  • Didattici: uso del dispositivo come strumento di ricerca o supporto alla lezione, previa autorizzazione del docente;
  • Inclusivi: impiego di ausili tecnologici per studenti con bisogni educativi speciali, in linea con quanto previsto dalla normativa sull'inclusione scolastica;
  • Formativi: attività laboratoriali o di cittadinanza digitale finalizzate all'uso consapevole dei media.

Tali attività devono comunque svolgersi nel rispetto dei regolamenti di istituto e in coerenza con gli obiettivi del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) e dei percorsi di cittadinanza digitale, garantendo che lo strumento tecnologico resti un mezzo al servizio dell'apprendimento e non un ostacolo.

Il ruolo delle scuole

Il Ministero invita le istituzioni scolastiche a monitorare il rispetto delle norme vigenti. Qualora si rendesse necessario, gli istituti sono incoraggiati ad adottare integrazioni più stringenti ai propri regolamenti interni e ai Patti di corresponsabilità educativa. L’intento è quello di costruire una scuola seria, dove l'impegno e la concentrazione tornino ad essere i pilastri centrali dell'esperienza formativa, proteggendo i giovani dai rischi legati all'abuso reiterato dei telefonini.

La relazione finale dell'indagine conoscitiva citata dal Ministero, consultabile tra gli allegati alla circolare, offre un quadro dettagliato dell'impatto del digitale sui processi di apprendimento, fornendo ulteriori spunti di riflessione per le famiglie e per il personale scolastico.