Il gruppo Mobilità intercompartimentale docenti (MID), che raccoglie oltre 12.200 insegnanti, torna a far sentire la propria voce e chiede alle forze parlamentari di sostenere con decisione il passaggio del personale scolastico verso altri rami della Pubblica Amministrazione. L'appello è rivolto in particolare alle Commissioni V e VIII della Camera dei deputati, affinché accolgano e segnalino gli emendamenti n. 5.5, 5.6 e 5.7 presentati al DL PA 144/2026 (Atto C. 3083).
Le proposte di modifica e il nodo del nulla-osta
Le proposte emendative in questione, promosse dal sindacato Anief e presentate dagli onorevoli Miele, Cangiano e Tassinari, mirano a sbloccare un percorso atteso da anni dai docenti. L'obiettivo del MID è fare in modo che le modifiche vengano segnalate dai gruppi politici per approdare in Aula ed essere definitivamente integrate nel testo di conversione del decreto-legge.
A supporto della propria richiesta, il gruppo evidenzia come i docenti posseggano le competenze necessarie per ricoprire altri ruoli amministrativi all'interno dello Stato. A questo proposito, viene ricordato il recente caso di un docente risultato tra i dieci vincitori dell'ultimo concorso di mobilità intercompartimentale per il profilo di funzionario amministrativo presso il Ministero della Cultura, selezionato tra oltre 600 partecipanti provenienti da diversi comparti. Tuttavia, a fronte del risultato ottenuto, l'Ufficio Scolastico Regionale di riferimento ha negato il nulla-osta, impedendo di fatto la presa di servizio e la svolta professionale.
Burnout, sicurezza ed equità costituzionale
Secondo il MID, la mobilità verso altri comparti della Pubblica Amministrazione rappresenta una misura non più rinviabile, soprattutto alla luce di un contesto lavorativo sempre più gravoso. Tra le problematiche sollevate figurano l'innalzamento dell'età pensionabile, l'alto rischio di burnout certificato dagli studi di settore e le crescenti criticità legate alla sicurezza sul lavoro.
Nel comunicato viene infatti richiamato il recente episodio di violenza avvenuto a Roma, dove una docente di sessantasei anni è stata accoltellata da uno studente, una circostanza che segue analoghe aggressioni verificatesi nello scorso anno scolastico. Facendo leva sui principi stabiliti dall'articolo 3, comma 2, della Costituzione e sulla direttiva europea 2000/78/CE in materia di parità di trattamento, l'organizzazione rinnova dunque l'invito al decisore politico a garantire l'equità tra comparti e a consentire ai docenti l'accesso ad altre carriere pubbliche.




