Dalla Puglia alla Scuola Normale Superiore di Pisa, guidata dalla passione per le discipline classiche e dal ricordo del legame con la propria comunità scolastica. Nicole Cimadomo, giovane neodiplomata del Liceo Classico "Oriani" di Corato, in provincia di Bari, ha conquistato il tredicesimo posto nella graduatoria finale del concorso di ammissione alla Classe di Lettere e Filosofia, garantendosi l’accesso al corso ordinario di primo livello in Scienze dell’antichità.

Un traguardo di altissimo profilo accademico, ottenuto in una delle istituzioni più selettive d'Italia a fronte di soli ventotto posti complessivamente disponibili per il corso. Ma dietro al risultato delle prove scritte e orali emerge soprattutto il racconto di una profonda gratitudine verso la scuola e nei confronti di un insegnante in particolare.

Un concorso selettivo e la scelta di mettersi in gioco

L'accesso alla Scuola Normale Superiore non prevede l'attribuzione di punteggi aggiuntivi per il voto di maturità o per il precedente percorso scolastico: la selezione dipende esclusivamente dall'esito di due prove scritte e due colloquî orali. Con una media complessiva di 82,25, Nicole si è piazzata al tredicesimo posto della graduatoria ufficiale.

«Ho maturato la decisione di tentare la prova d’ammissione alla Normale di Pisa in seguito all’esperienza residenziale di orientamento dell’estate scorsa», racconta la studentessa. Il percorso di preparazione si è rivelato intenso e impegnativo da conciliare con i ritmi dell'ultimo anno scolastico. Un cammino in cui l'attesa del risultato ha rappresentato una prova emotiva costante prima del verdetto finale.

Il ruolo del professor Luca Ventricelli e l'insegnamento socratico

Accanto al costante supporto della famiglia — la madre Paola, il padre, il nonno, i fratelli e il fidanzato —, nel percorso di Nicole risalta la gratitudine rivolta al professor Luca Ventricelli, docente del Liceo Classico Oriani. Un punto di riferimento pedagogico che ha saputo coltivare l'interesse per la materia mantenendo al centro la dimensione umana dello studente.

«Ha nutrito la mia sete di conoscenza ma, allo stesso tempo, mi ha insegnato, socraticamente, a non accontentarmi mai e a non smettere mai di imparare: tutti loro si sono presi cura della mia componente umana e mi hanno fatta sentire amata a prescindere dal risultato che avrei conseguito», ha evidenziato Nicole.

Un'attestazione che sottolinea il valore dell'insegnamento quando riesce ad andare oltre la pura nozione, stimolando il senso critico e offrendo un sostegno educativo capace di alleggerire la pressione delle valutazioni.

Il doppio percorso accademico e la nuova tappa

L'ammissione alla Scuola Normale implica una modalità di studio peculiare: gli studenti ammessi si iscrivono contemporaneamente all’Università di Pisa, dove seguono il corso di laurea prescelto, e frequentano in parallelo gli insegnamenti e i seminari interni della Normale, rispettando precisi obblighi didattici e mantendo standard di rendimento elevati.

Una grande soddisfazione condivisa anche dalla madre, Paola, nel ripercorrere gli anni di impegno e le esperienze maturate dalla figlia al liceo: «È bello pensare che una ragazza della nostra città oggi possa continuare il proprio percorso in una delle istituzioni universitarie più selettive e conosciute d’Italia».

Per Nicole prende il via una nuova fase di studio e di ricerca, da affrontare con la determinazione costruita negli anni del liceo: «Sono sicura che affronterò nuove difficoltà, ma sono anche certa che in ogni momento potrò contare sulle due costanti che mi hanno accompagnata in questo percorso: la mia ardente passione per le discipline classiche e l’affetto incondizionato dei miei cari».