Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) è intervenuto con una nota ufficiale per richiamare l'attenzione sulla necessità di rafforzare le misure di tutela e prevenzione all'interno delle classi, specialmente in presenza di alunni in condizioni di fragilità. L'intervento nasce dalla volontà di sensibilizzare il personale scolastico sulle buone prassi in materia di inclusione, ponendo l'accento sulla vigilanza necessaria per prevenire situazioni di disagio o mortificazione durante le attività didattiche.
Il Coordinamento sottolinea come l'utilizzo improprio di dispositivi digitali in classe ponga criticità rilevanti, richiedendo una particolare consapevolezza da parte del personale scolastico. A tal proposito, si ricorda che i docenti possono consultare le linee guida ministeriali sull'uso dei dispositivi digitali in classe, con particolare riferimento alla nota ministeriale 107190/2022, che chiarisce il perimetro di utilizzo degli strumenti tecnologici per finalità esclusivamente didattiche, nel rispetto della privacy e della dignità di ogni studente.
La responsabilità educativa e normativa
Il CNDDU ribadisce che la scuola ha una precisa responsabilità educativa e organizzativa. L'inclusione scolastica, regolata dalla Legge 104 del 1992 e dal Decreto Legislativo 66 del 2017, non deve limitarsi alla mera predisposizione di strumenti didattici, ma deve tradursi in una prassi quotidiana volta a garantire il benessere e la dignità dell'alunno. Per quanto concerne l'assegnazione delle risorse, si ricorda che le procedure di inclusione si avvalgono degli elenchi regionali del sostegno, fondamentali per garantire la continuità didattica e il supporto specialistico agli alunni con disabilità, in conformità con le norme vigenti in materia di gestione del personale e supplenze.
La scuola, in quanto istituzione, ha il compito di trasformare la difficoltà incontrata dall'alunno in un momento di intervento professionale, evitando qualsiasi forma di isolamento o mortificazione.
Prevenzione come cultura professionale
Per il CNDDU, la prevenzione non deve essere intesa come una serie di azioni sporadiche attivate solo in seguito a fatti di cronaca, ma come una cultura professionale consolidata. Gli istituti sono chiamati a monitorare con attenzione i segnali di disagio, che possono manifestarsi attraverso cambiamenti nel comportamento, timore verso la frequenza scolastica o chiusure relazionali.
In tale ottica, il coordinamento evidenzia come una segnalazione interna non debba mai essere letta come un'accusa, bensì come uno strumento essenziale per permettere all'istituzione di intervenire tempestivamente. La capacità di riconoscere le criticità prima che degenerino rappresenta, secondo il CNDDU, il vero termometro dell'affidabilità del sistema scolastico.
In conclusione, il richiamo è rivolto a tutto il personale della scuola affinché la vigilanza e la sensibilità verso le dinamiche relazionali siano considerate componenti ordinarie della qualità del servizio, garantendo che ogni alunno, indipendentemente dalla propria condizione, possa vivere il percorso formativo in un ambiente sereno e tutelato.




