Salgono a 114 i casi sintomatici accertati legati al focolaio di tossinfezione alimentare che ha coinvolto diversi nidi e scuole della Val Trompia, nel Bresciano. L'Agenzia di Tutela della Salute (ATS) di Brescia ha confermato, attraverso gli esami di laboratorio condotti in ambito ospedaliero, che la causa dell'intossicazione è la salmonella.
Tra i soggetti colpiti dal batterio non figurano solo i piccoli alunni, ma anche alcuni adulti, sebbene la preoccupazione maggiore resti rivolta ai bambini che hanno richiesto cure ospedaliere. L'autorità sanitaria ha precisato che il numero elevato di segnalazioni non è dovuto a una nuova ondata di contagi, bensì a persone che stavano già manifestando i sintomi nel medesimo arco temporale degli altri casi precedentemente individuati.
La situazione dei ricoverati
Al momento, un gruppo di bambini rimane sotto osservazione medica presso le strutture ospedaliere del territorio. L'ATS ha comunicato che la situazione clinica dei piccoli pazienti è attualmente stabile o in fase di progressivo miglioramento. Il numero dei ricoveri è in costante aggiornamento, con l'avvio delle prime dimissioni per i bambini che hanno risposto positivamente alle cure.
Per le famiglie che necessitano di informazioni di servizio aggiornate o di indicazioni specifiche, è disponibile la pagina dedicata sul portale ufficiale dell'ATS di Brescia al link www.ats-brescia.it.
Le indagini in corso
Parallelamente all'assistenza sanitaria, proseguono le indagini epidemiologiche per risalire all'origine esatta del focolaio. Gli ispettori dell'ATS di Brescia stanno analizzando i campioni dei pasti consumati nelle giornate del 10 e dell'11 settembre. Sotto la lente d'ingrandimento sono finiti i cosiddetti "pasti prova" o "scatola nera", ovvero le porzioni conservate presso il centro unico di cottura, come previsto dalle procedure di sicurezza alimentare, che permettono di risalire a eventuali contaminazioni avvenute durante la preparazione o la distribuzione dei cibi nelle mense scolastiche.
Le autorità sanitarie continueranno a monitorare l'evoluzione del quadro clinico dei pazienti coinvolti, fornendo aggiornamenti in base all'esito degli accertamenti di laboratorio in corso. Le famiglie interessate sono invitate a seguire le indicazioni fornite dai pediatri e dai presidi sanitari territoriali per la gestione della sintomatologia a casa.




