C’è chi cuce i costumi di scena ispirati agli anni Sessanta, chi posiziona i fari per creare l'atmosfera perfetta sul palco, chi progetta le scenografie e chi, con delicatezza, affianca gli attori durante le prove. A Jesi, cinquantuno studenti di quattro istituti superiori sono diventati il motore invisibile ma fondamentale di una macchina teatrale straordinaria. Domani sera, sabato 19 settembre alle ore 21:00, il sipario del Teatro Pergolesi si alzerà su "Il caso Schicchi. Social Opera", uno spettacolo che unisce l'arte del palcoscenico, l'inclusione sociale e la formazione scolastica sul campo.

L'evento rappresenta uno dei momenti più attesi del XXVI Festival Pergolesi Spontini e porta in scena la sintesi di due percorsi curati dalla Fondazione Pergolesi Spontini: il laboratorio di teatro sociale "OperaH", giunto alla sua quindicesima edizione, e il progetto di alternanza scuola-lavoro (PCTO) "Banco di scena", arrivato al tredicesimo anno di attività. Per maggiori dettagli sullo spettacolo e per verificare la disponibilità dei biglietti, è possibile consultare il sito ufficiale fondazionepergolesispontini.com.

La scuola sale dietro le quinte: il progetto "Banco di scena"

I cinquantuno ragazzi coinvolti provengono dal Liceo Artistico “E. Mannucci”, dall'“IIS Marconi Pieralisi”, dal Liceo classico “Vittorio Emanuele II” e dall'I.I.S. “G. Galilei” di Jesi. Divisi in gruppi di lavoro, hanno affiancato professionisti del settore teatrale per curare ogni singolo aspetto dello spettacolo, applicando dal vivo le competenze apprese sui banchi di scuola.

  • Scenografia: coordinati da Chiara Ulisse, i ragazzi hanno progettato e realizzato gli elementi visivi della scena.
  • Costumi: sotto la guida di Roberta Fratini e Sara Pitocco, hanno lavorato alla creazione degli abiti dei personaggi.
  • Luci: insieme a Simone Caproli, hanno studiato l'illuminotecnica e la gestione dei proiettori.
  • Social Media: coordinati da Adelaide Cascia, hanno curato la comunicazione online e il racconto del dietro le quinte.
  • Pedagogia teatrale: guidati da Arianna Baldini e Beatrice Guerri, hanno supportato direttamente gli attori durante le prove.

Un palcoscenico senza barriere con la compagnia "OperaH"

Sul palcoscenico, a dare vita dei personaggi, ci saranno gli attori della compagnia "OperaH", un laboratorio di teatro sociale e danza movimento terapia che da quindici anni offre un percorso di espressione artistica e benessere a persone con disabilità. Lo spettacolo, per la regia di Simone Guerro e Arianna Baldini, vede in scena anche l'attore Enrico Desimoni, accompagnato al pianoforte da Carlo Morganti. La parte coreografica è curata da Beatrice Guerri, con il supporto degli educatori Eva Luccioni, Andrea Accoroni e Mariano Fagioli.

La trama dello spettacolo è una rielaborazione originale e in chiave ironica del celebre "Gianni Schicchi" di Giacomo Puccini. «Il caso Schicchi è un caso irrisolto da anni», spiegano i registi Simone Guerro e Arianna Baldini. «Un truffatore inafferrabile che alla fine degli anni Sessanta fa perdere le sue tracce. Nel 2026 un noto programma televisivo true crime riapre le indagini in seguito al ritrovamento di un testamento. Lo spettacolo ambienta in tempi recenti le vicende pucciniane e, tra gag comiche e omicidi pittoreschi, restituisce il ritratto di una famiglia avida e grottesca».

Il valore formativo dell'inclusione teatrale

La forza di questa iniziativa risiede nella capacità di far dialogare mondi diversi: la scuola, i servizi sociali e le istituzioni culturali del territorio.S.P. Ambito 9 del Comune di Jesi, dell'UMEA (Unità Multidisciplinare Età Adulta) dell'AST Ancona, di COOSS Marche, del Teatro Giovani-Teatro Pirata e di Nuovo Spazio Studio Danza.

Per gli studenti delle scuole superiori di Jesi non si è trattato solo di un'attività formativa per accumulare ore di PCTO, ma di una vera esperienza di vita. Lavorare fianco a fianco con gli attori della compagnia "OperaH" ha permesso loro di comprendere il valore dell'inclusione attraverso la cooperazione pratica. Quando domani sera si accenderanno i riflettori del Teatro Pergolesi, il pubblico non assisterà soltanto a una recita, ma al traguardo di un cammino comune dove le differenze si sono trasformate in arte.