La campanella del nuovo anno scolastico a Careri, nel Reggino, non ha suonato per l'inizio delle lezioni, ma per dare voce a una comunità che contesta la chiusura della locale scuola secondaria di primo grado. Questa mattina, lunedì 14 settembre 2026, famiglie, cittadini e alunni si sono radunati davanti al plesso "Francesco Perri" per manifestare contro la soppressione dell'istituto, rimasto privo di organico docente.
Alla protesta hanno partecipato, in segno di solidarietà, anche i bambini della scuola primaria e dell'infanzia, che insieme ai genitori hanno chiesto con forza la riapertura della scuola media. La questione al centro della mobilitazione riguarda le modalità con cui è stata disposta la chiusura del plesso.
La contestazione sulla procedura
Secondo quanto denunciato dai genitori, la chiusura del plesso si inserisce nel quadro del piano di dimensionamento scolastico regionale per l'anno 2026/2027, che ha definito il nuovo assetto della rete scolastica in Calabria. In conformità con le disposizioni vigenti, gli alunni della scuola media di Careri sono stati assegnati agli istituti comprensivi dei comuni limitrofi, individuati per garantire la continuità didattica nel rispetto dei parametri numerici previsti dalla normativa.
La situazione di stallo, che si trascina dalla riorganizzazione del 2023, è precipitata nelle ultime settimane, sollevando preoccupazioni tra le famiglie in merito alla gestione delle risorse e alla distribuzione del personale docente sul territorio.
I disagi per il territorio
Oltre alle criticità formali, le famiglie sottolineano la fragilità geografica del territorio. Careri è un piccolo centro pre-aspromontano che sconta una carenza di collegamenti stradali diretti con i comuni limitrofi. Il trasferimento degli alunni verso altri istituti comporterebbe per le famiglie e per i ragazzi la necessità di affrontare quotidianamente percorsi impervi su strade di montagna, rendendo il diritto allo studio particolarmente complesso.
I rappresentanti delle famiglie sono stati ricevuti dal sindaco, Giuseppe Pipicella, per discutere della situazione e cercare una soluzione che possa riportare la scuola al centro dell'offerta formativa locale. La richiesta unanime della comunità è quella di ottenere la restituzione del codice meccanografico e, di conseguenza, la riattivazione delle lezioni presso il plesso "Francesco Perri", considerato l'ultimo presidio pubblico del paese.
In attesa di sviluppi, la comunità di Careri conferma la propria determinazione a proseguire la mobilitazione per tutelare la presenza del servizio scolastico nel proprio territorio.




