Consentire a bambine e bambini della scuola dell'obbligo di viaggiare all'estero, confrontarsi con coetanei di tutta Europa e superare ogni svantaggio economico o di partenza: è questo il traguardo raggiunto dall'Istituto Comprensivo "Giovanni Arpino" di Sommariva del Bosco, in provincia di Cuneo. Il percorso europeo "A scuola d’Europa", promosso dall'istituto piemontese, ha ottenuto il riconoscimento ufficiale dell'Indire (l'Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa), che lo ha inserito tra gli esempi di buone pratiche a livello nazionale.
Una soddisfazione concreta per una comunità scolastica che raccoglie alunni e famiglie distribuiti su tre diversi Comuni del territorio e che ha dimostrato come la dimensione internazionale possa diventare accessibile a tutti, senza lasciare indietro nessuno.
Settanta alunni in viaggio senza barriere economiche
Il fulcro dell'iniziativa è stato il principio dell'equità nell'accesso alle opportunità formative. Nell'arco delle attività, sono stati circa settanta gli studenti coinvolti nelle mobilità all'estero, compresi allievi che vivevano situazioni di fragilità sociale o svantaggio economico. Per molti di loro si è trattato del primo viaggio oltre i confini nazionali e della prima occasione concreta di mettere alla prova le proprie competenze linguistiche fuori dall'aula scolastica.
Le mete toccate hanno attraversato l'intero continente.
- Portogallo: la città di Vila Nova de Famalicão;
- Spagna: Sa Pobla, nell'isola di Maiorca;
- Grecia: i centri di Cholargos e Katerini;
- Romania: la località di Hălchiu.
Gli scambi culturali hanno messo in relazione alunni e docenti italiani con partner spagnoli, rumeni, greci e portoghesi, trasformando le lezioni teoriche di lingua e cittadinanza in contesti reali di convivenza e dialogo interculturale.
Il riconoscimento a Roma e il lavoro di squadra dell'istituto
L'efficacia gestionale e i risultati formativi raggiunti hanno portato il progetto all'attenzione dell'Agenzia nazionale Erasmus+ Indire. Per approfondire il metodo adottato dalla scuola, la professoressa Sabina Dadone, referente della Commissione Erasmus dell'IC Arpino, è stata invitata a Roma per un'intervista ufficiale condotta dalla funzionaria Indire Rebecca Borgianni, con l'obiettivo di documentare l'esperienza e metterla a disposizione di altri istituti italiani come modello replicabile.
Il risultato è frutto di una collaborazione corale che ha visto coinvolti tutti i plessi dell'istituto: Sommariva del Bosco, Ceresole d’Alba e Sanfrè. L'intera organizzazione è stata condotta dal personale interno, a partire dalla Dirigente scolastica Anna Giordana, che ha curato l'impostazione amministrativa, con il supporto dell'ambasciatrice Erasmus Margherita Ceresa e di Francesca Pivano per quanto riguarda i documenti, le relazioni internazionali e la grafica digitale.
Alla riuscita hanno contribuito anche l'insegnante Brigida Terranova, della scuola dell'Infanzia di Ceresole d'Alba, per l'allestimento dei momenti di accoglienza delle delegazioni straniere, e l'animatrice digitale Manuela Rinaldi per la gestione della comunicazione istituzionale e social. Anche l'identità visiva del progetto ha visto al centro i ragazzi: il logo ufficiale della mobilità è stato ideato e disegnato dagli alunni della classe 3B di Ceresole d'Alba, vincitori di un concorso interno all'istituto.
Dalle certificazioni alle prove Invalsi: i risultati misurabili
Al di là del valore umano dell'esperienza, il percorso ha prodotto ricadute tangibili sugli apprendimenti degli allievi. Al termine del progetto, i dati raccolti dalla scuola hanno evidenziato un miglioramento concreto delle competenze linguistiche in lingua straniera: si sono registrati riscontri positivi negli esiti delle prove standardizzate Invalsi e una crescita significativa nel numero di certificazioni linguistiche di livello B1 conseguite dagli alunni.
Parallelamente sono cresciute le competenze digitali, affinate attraverso l'utilizzo di piattaforme di scambio con i partner esteri, oltre a una più stretta coesione educativa tra i tre plessi territoriali che compongono l'istituto comprensivo.
«Questo riconoscimento premia il valore inclusivo del progetto e l'impegno del personale scolastico», ha commentato la Dirigente scolastica Anna Giordana. «L'obiettivo principale era permettere ai nostri studenti di confrontarsi con realtà europee diverse, superando barriere culturali ed economiche. Il percorso fatto dimostra la concretezza dei risultati raggiunti, a tutto vantaggio dei ragazzi e della loro crescita».
Una testimonianza di come i fondi europei per l'istruzione, se pianificati con rigore e orientati all'inclusione reale, possano arricchire in modo duraturo anche le realtà scolastiche dei territori periferici e dei piccoli centri.




