L'assegnazione di una supplenza annuale da Graduatorie Provinciali per le Supplenze non è sempre definitiva: se l'amministrazione riscontra errori nelle disponibilità o nell'elaborazione del sistema, il provvedimento può essere corretto o revocato anche a lezioni già iniziate. È il meccanismo delle rettifiche in autotutela, una procedura che in questi primi giorni di settembre sta interessando diversi Uffici Scolastici Territoriali in tutta Italia e che può modificare radicalmente la sede di servizio o comportare la revoca del contratto già sottoscritto.
Un esempio concreto arriva dalla Basilicata, dove l'Ambito Territoriale di Potenza ha emanato con il decreto n. 148 dell'11 settembre 2026 la seconda rettifica al primo turno di nomine a tempo determinato, consultabile sull'avviso ufficiale dell'Ufficio Scolastico di Potenza. Il provvedimento illustra con precisione le cause tipiche che portano a ridiscutere gli incarichi: errori materiali nell'inserimento delle sedi, cattedre orario esterne indicate in modo errato tra comuni diversi e posti disponibili rimasti esclusi dal primo calcolo.
Perché scattano le rettifiche delle nomine
Il conferimento delle supplenze avviene tramite la procedura informatizzata gestita dagli uffici territoriali. Tuttavia, la base dati su cui lavora l'algoritmo ministeriale dipende dal caricamento manuale dei posti vacanti comunicati dalle singole istituzioni scolastiche. Basta una discrepanza tra i posti effettivi e quelli comunicati al sistema per alterare l'intero flusso delle preferenze espresse dai candidati.
Nel caso affrontato dal provvedimento dell'ufficio potentino.
- Sedi invertite per errore materiale: un docente era stato assegnato a una scuola con una preferenza più bassa rispetto a un'altra sede a cui aveva diritto in base al punteggio;
- Posti disponibili sottostimati: in un istituto comprensivo erano state inserite a sistema 14 disponibilità sul sostegno primaria invece delle 16 effettive fino al termine delle attività didattiche;
- Cattedre orario esterne omesse o mal codificate: una cattedra esterna su comune diverso non era stata caricata a sistema, mentre in un altro istituto una cattedra era stata catalogata come interna allo stesso comune anziché articolata su comuni differenti, finendo assegnata a un'aspirante che non aveva dato la propria disponibilità per spostamenti intercomunali.
Quando si verificano situazioni simili, l'amministrazione è obbligata a intervenire in autotutela per ripristinare il corretto ordine di graduatoria e garantire il rispetto delle preferenze legittimamente espresse da tutti gli aspiranti inseriti in prima e seconda fascia.
Cosa succede a chi ha già firmato la presa di servizio
La domanda principale per chi riceve una notifica di rettifica riguarda la sorte del contratto.
- Cambio di sede: se il ricalcolo dimostra che il docente aveva diritto a una sede migliore tra quelle richieste, o se la sede assegnata presentava vizi formali, l'ufficio dispone la nuova assegnazione. Il docente deve recarsi nella nuova scuola per la presa di servizio, chiudendo il rapporto con l'istituto precedente senza alcuna penalità;
- Revoca della nomina: se la correzione delle cattedre o la reintroduzione di un candidato con punteggio superiore fa scivolare il docente fuori dai posti disponibili, l'incarico viene revocato per carenza dei presupposti. In questa circostanza, i giorni di lavoro effettivamente prestati tra la presa di servizio e il provvedimento di revoca vengono regolarmente retribuiti e riconosciuti come servizio valido ai fini del punteggio;
- Nessuna sanzione per abbandono: la revoca disposta d'ufficio non equivale a una rinuncia volontaria o a un abbandono di servizio. L'aspirante mantiene la propria posizione in graduatoria per i successivi turni di nomina o per gli interpelli delle scuole.
Come verificare la propria posizione
Le rettifiche non vengono sempre notificate tramite e-mail tempestiva ai singoli interessati prima della pubblicazione degli atti. Per questo motivo, nei primi giorni di avvio dell'anno scolastico è essenziale consultare quotidianamente l'albo pretorio dell'Ufficio Scolastico Territoriale della provincia in cui si è inseriti.
In caso di provvedimento di modifica o revoca, il dirigente scolastico della scuola di titolarità riceve copia del decreto e provvede alla risoluzione del contratto originario o all'adeguamento della documentazione. Chi ritiene che la rettifica contenga a sua volta errori nell'applicazione delle precedenze o nell'ordine di punteggio può presentare istanza di riesame all'ufficio territoriale competente o attivare i consueti canali di tutela previsti dall'ordinamento.
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito istruzionepotenza.it.




