Una patologia che può richiedere un intervento tempestivo non sarà più una barriera per l’accesso ai servizi educativi. A Treviglio, in provincia di Bergamo, un bambino di tre anni escluso nei mesi scorsi dal servizio di pre e post-scuola potrà finalmente tornare a frequentarlo insieme ai suoi compagni. La soluzione è arrivata grazie a un accordo organizzativo che prevede la presenza di una figura appositamente formata per la somministrazione del farmaco salvavita in caso di emergenza.
La vicenda si è sbloccata dopo settimane di mobilitazione e confronti tra istituzioni locali, sanità territoriale e gestori del servizio, restituendo alla famiglia la certezza di poter contare su uno spazio educativo e di conciliazione fondamentale per la quotidianità.
La vicenda e l'esclusione iniziale
Il caso era emerso nei mesi scorsi quando alla famiglia del piccolo era stata comunicata l’impossibilità di garantire la frequenza del servizio integrativo di accoglienza scolastica. La gestione del pre e post-scuola è affidata a Ygea, società partecipata del Comune di Treviglio, che aveva ravvisato difficoltà operative nella presa in carico del bambino a causa della necessità potenziale di somministrare un farmaco salvavita durante l’orario di servizio.
Di fronte all’assenza di soluzioni immediate, i genitori si erano visti costretti a ritirare il figlio dal servizio. La segnalazione della famiglia ha fatto rapidamente il giro della comunità locale, arrivando sui banchi del Consiglio comunale tramite un'interpellanza presentata dalla capogruppo del Partito Democratico, Matilde Tura, e raccogliendo anche l'intervento del Codacons Lombardia, che aveva sollecitato risposte chiare per garantire il diritto all'accesso del minore.
L'accordo con l'ASST Bergamo Ovest
La svolta è giunta grazie alla collaborazione diretta tra l'amministrazione comunale di Treviglio, la società partecipata Ygea e l'ASST Bergamo Ovest. L'azienda sanitaria ha predisposto un percorso mirato per formare il personale dedicato al servizio, garantendo la preparazione necessaria per intervenire in sicurezza e tempestività qualora si presentasse la necessità di somministrare il medicinale.
Con la conclusione di questo percorso e la riorganizzazione interna, i genitori del bambino hanno ricevuto la conferma ufficiale della possibilità di rientrare regolarmente nel pre e post-scuola.
«Fino a poche settimane fa questo non era possibile. Alla famiglia era stato comunicato che il piccolo non avrebbe potuto frequentare il pre-post scuola ed era stato quindi ritirato dal servizio. Non c’era altra soluzione. Ora invece c’è: una nuova organizzazione che prevede questa figura formata da Asst Bergamo Ovest»
Con queste parole Matilde Tura ha espresso la propria soddisfazione per il risultato raggiunto.
«Sollevare il tema partendo dal bisogno della famiglia del piccolo ha consentito di avviare un lavoro di squadra. Oggi quel percorso produce un fatto concreto. Un bambino che può usufruire di un servizio educativo come tutti gli altri, come è giusto che sia»
Accessibilità e salute nei servizi per l'infanzia
La conclusione positiva della vicenda di Treviglio richiama l'attenzione su un tema che riguarda molte famiglie in tutta Italia. La gestione di condizioni croniche o patologie specifiche in età prescolare e scolare richiede protocolli chiari e personale preparato per evitare che la tutela della salute si trasformi, di fatto, in una causa di esclusione involontaria.
Come evidenziato nel dibattito che ha accompagnato la vicenda, patologie come diabete di tipo 1, epilessia, asma o allergie severe interessano un numero significativo di bambini. La costruzione di reti operative tra enti locali, gestori dei servizi educativi e aziende sanitarie rappresenta la via maestra per assicurare che ogni presidio scolastico e integrativo sia davvero accessibile a tutti, senza lasciare indietro nessuno.