Gli studenti italiani di 15 anni superano la media internazionale Ocse in scienze, lettura e matematica nell'ambito dell'indagine PISA 2025. La rilevazione mette in luce un quadro di tenuta e progresso per il sistema scolastico nazionale, evidenziando miglioramenti mirati nelle competenze chiave e una progressiva riduzione dei divari storici tra i territori del Nord e del Sud Italia.
I risultati offrono una fotografia dettagliata della preparazione degli alunni quindicenni italiani all'interno del panorama globale, collocando il paese al di sopra della media dei paesi aderenti all'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.
I dati in sintesi: scienze, lettura e matematica
L'ambito principale dell'indagine Ocse Pisa 2025 è stato dedicato in particolar modo alle scienze, settore nel quale gli studenti italiani hanno ottenuto un punteggio medio di 483 punti, collocandosi un punto al di sopra della media Ocse stabilita a 482 punti e registrando un progresso rispetto ai rilievi precedenti.
- Comprensione del testo (Lettura): l'Italia raggiunge quota 474 punti, staccando nettamente la media Ocse di 461 punti. Si tratta di un posizionamento di rilievo nel contesto internazionale.
- Matematica: il punteggio medio italiano si attesta a 468 punti, contro una media Ocse pari a 463 punti, confermando una quota di studenti che raggiungono le competenze di base superiore al parametro internazionale.
| Ambito di valutazione | Punteggio Italia | Media Ocse |
|---|---|---|
| Scienze (ambito principale) | 483 punti | 482 punti |
| Lettura (comprensione del testo) | 474 punti | 461 punti |
| Matematica | 468 punti | 463 punti |
Il confronto internazionale e i divari territoriali
Nel contesto globale, il risultato ottenuto nella lettura colloca l'Italia al di sopra di sistemi scolastici storicamente presi come punto di riferimento a livello internazionale, tra cui la Finlandia. In matematica, gli esiti conseguiti dai quindicenni italiani posizionano il paese davanti a nazioni come Francia, Germania, Stati Uniti e Svezia.
Un secondo elemento rilevante emerso dalla rilevazione riguarda l'equità territoriale del sistema scolastico. I dati documentano una riduzione dei divari tra il Nord e il Sud del Paese, confermando un trend di riallineamento progressivo già osservato nelle rilevazioni nazionali.
Le valutazioni del Ministero dell'Istruzione
I risultati dell'indagine sono stati commentati dal Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.
«Per la prima volta ci collochiamo significativamente al di sopra della media internazionale. Il punteggio medio italiano in lettura è superiore a quello della Finlandia, sistema che ha rappresentato a lungo uno dei principali riferimenti internazionali in questo ambito. Si confermano i segnali positivi già emersi nell'ultima rilevazione Invalsi. La scuola italiana si è mostrata un sistema solido. In un contesto complesso, il nostro sistema scolastico ha saputo lavorare sulle criticità, riuscendo peraltro a ridurre i divari storici tra Nord e Sud.»
Come precisato nella nota del Ministero dell'Istruzione e del Merito, l'intento dell'amministrazione è quello di proseguire negli interventi a supporto del personale docente e degli studenti per consolidare le competenze fondamentali e rafforzare le azioni di contrasto alla dispersione scolastica e alle disuguaglianze territoriali.
Cosa indicano i risultati per le scuole
L'esito dell'indagine PISA rappresenta un indicatore utile per gli organi collegiali, le dirigenze e i docenti chiamati alla progettazione didattica del nuovo anno scolastico.
- Consolidamento delle competenze scientifico-STEM: il superamento della media Ocse in scienze conferma l'efficacia delle metodologie didattiche adottate nei laboratori e nelle discipline scientifiche.
- Centralità della lettura: il netto distacco positivo nella comprensione del testo evidenzia la bontà delle attività di analisi concettuale e linguistica promosse fin dal primo ciclo di istruzione.
- Rafforzamento dell'equità didattica: la contrazione della forbice territoriale incoraggia la continuità degli investimenti mirati nelle aree con maggiori criticità socio-economiche.




