Il diritto all'istruzione è sotto attacco in numerose aree di crisi del pianeta. Nel biennio 2024-2025, gli episodi di violenza che hanno colpito istituti scolastici e studenti a livello globale hanno registrato un incremento significativo rispetto al biennio precedente, come documentato nel rapporto ufficiale di Save the Children. L'organizzazione sottolinea come l'intensificarsi dei conflitti armati e l'uso di ordigni esplosivi stiano rendendo l'accesso alla formazione un obiettivo sempre più pericoloso per milioni di bambini e bambine.

Le aree geografiche più colpite

L'organizzazione ha tracciato un quadro drammatico.

  • Territori Palestinesi Occupati: La situazione appare particolarmente critica. A Gaza, circa il 90% delle infrastrutture scolastiche risulta danneggiato o distrutto. In Cisgiordania, le restrizioni alla mobilità e le tensioni locali continuano a ostacolare la frequenza scolastica di una vasta fascia della popolazione studentesca.
  • Sudan: Il conflitto in corso ha generato un'emergenza educativa che coinvolge milioni di minori bisognosi di supporto, con un numero elevatissimo di bambini attualmente esclusi dalle aule scolastiche a causa dell'instabilità.
  • Libano: L'avvio dell'anno scolastico è segnato da una grave carenza di spazi, con circa 100.000 minori privi di una struttura fisica in cui seguire le lezioni.
  • Ucraina: Il conflitto continua a condizionare la didattica: circa il 19% delle scuole è costretto a mantenere formule di insegnamento miste, alternando presenza e didattica a distanza per garantire la sicurezza degli studenti.
  • Repubblica Democratica del Congo: Le violenze cicliche continuano a minacciare la continuità didattica. Il dato aggiornato a giugno 2026 indica che 261 istituti sono rimasti chiusi a causa delle ostilità, privando quasi 98.000 bambini del diritto allo studio.

Un impatto generazionale

L'aumento degli attacchi, secondo l'analisi di Save the Children, non rappresenta solo una minaccia immediata alla sicurezza fisica degli alunni, ma compromette le basi del futuro di intere generazioni. La distruzione delle infrastrutture, unita alla difficoltà di ripristinare contesti di apprendimento sicuri in zone di guerra, espone i minori a rischi crescenti di abbandono scolastico e violazioni dei diritti fondamentali.

Per coloro che operano nel settore, si ricorda che la gestione delle procedure di inclusione e il supporto agli studenti in condizioni di fragilità restano temi centrali anche nel contesto scolastico nazionale, con aggiornamenti costanti disponibili tramite il portale dedicato alle procedure scolastiche.

La denuncia dell'organizzazione giunge a richiamare la comunità internazionale sulla necessità di proteggere le scuole come luoghi neutrali e sicuri, garantendo che il diritto all'educazione non venga sacrificato nelle dinamiche dei conflitti armati. La situazione, in continuo aggiornamento, riflette un peggioramento costante delle condizioni di apprendimento in diverse aree geografiche del mondo.