Centinaia di istituti scolastici in tutta Italia si sono ritrovati improvvisamente "offline" all'avvio di questo anno scolastico. La denuncia arriva dalla FLC CGIL, che segnala il distacco della connessione internet in numerose sedi a causa della scadenza del progetto quinquennale per la banda ultralarga. Senza un intervento immediato del Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM), l'onere della connettività ricadrà interamente sui bilanci delle singole scuole, con costi stimati tra i 3.000 e i 4.000 euro l'anno.
Il progetto scaduto e il "buio" digitale
La problematica nasce dalla conclusione naturale del piano per la banda ultralarga nelle scuole, un progetto finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri che ha garantito per cinque anni la connettività gratuita a migliaia di plessi. Con la scadenza dei contratti stipulati a livello centrale, i modem si sono spenti, lasciando segreterie e aule senza l'accesso alla rete, fondamentale per le attività quotidiane.
Secondo quanto dichiarato il 10 settembre da Gianna Fracassi, segretaria generale della FLC CGIL, non si tratta di un malfunzionamento tecnico isolato, ma di una scelta gestionale, come evidenziato nel comunicato ufficiale del 10/09/2026. Il finanziamento è terminato e non è stata prevista una soluzione ponte o un rinnovo automatico delle forniture. Le scuole, dunque, si trovano costrette a dover contrattare autonomamente nuovi abbonamenti con i provider privati per non bloccare la didattica e gli uffici.
Costi a carico dei bilanci scolastici: le cifre
Il passaggio dalla gestione centralizzata a quella autonoma non è indolore sotto il profilo economico. Il sindacato stima che ogni istituto dovrà affrontare una spesa media compresa tra i 3.000 e i 4.000 euro annui per mantenere una connessione adeguata alle necessità di una scuola moderna.
Questa spesa incide pesantemente sul Programma Annuale (il bilancio delle istituzioni scolastiche), già gravato dall'aumento dei costi energetici e di gestione ordinaria. A soffrire maggiormente sono le scuole del primo ciclo (infanzia, primaria e medie), che dispongono mediamente di risorse finanziarie più limitate rispetto agli istituti superiori e che ora si trovano a dover tagliare altre voci di spesa per "pagarsi internet".
"Siamo all'assurdo! Nell'epoca della digitalizzazione, dell'intelligenza artificiale e della scuola 4.0, il Ministero lascia le scuole senza internet e chiede loro di pagarselo da sole", ha sottolineato Gianna Fracassi.
Il paradosso della "Scuola 4.0" e del PNRR
La denuncia della FLC CGIL mette in luce una contraddizione evidente con le politiche di innovazione portate avanti negli ultimi anni. Attraverso i fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), le scuole hanno ricevuto ingenti finanziamenti per l'acquisto di monitor interattivi, laboratori digitali e dispositivi per la realtà aumentata nell'ambito del piano "Scuola 4.0".
Tuttavia, senza una connessione internet stabile e finanziata centralmente, queste tecnologie rischiano di diventare inutilizzabili. La digitalizzazione della Pubblica Amministrazione impone inoltre l'uso obbligatorio del registro elettronico, della firma digitale e di piattaforme ministeriali per la gestione del personale e della contabilità (SIDI, PagoPA, ecc.), tutte procedure che richiedono una rete sempre attiva.
Le richieste al Ministero dell'Istruzione e del Merito
La richiesta del sindacato al Ministro Giuseppe Valditara è netta: il Ministero deve intervenire per garantire un finanziamento strutturale e stabile per la connettività di tutte le scuole. L'obiettivo è evitare che la qualità del servizio digitale dipenda dalla capacità economica del singolo istituto o dai contributi volontari delle famiglie.
Al momento, in assenza di nuove circolari dal sito ufficiale del Ministero, le scuole che si trovano in questa situazione di emergenza devono procedere con urgenza tramite affidamenti diretti sul portale MePA (Acquisti in Rete PA), strumento necessario per i nuovi affidamenti di servizi, per ripristinare il servizio attingendo ai propri fondi di riserva.
Cosa devono fare le scuole ora
Per i Dirigenti Scolastici e i DSGA che riscontrano il distacco della linea dovuto alla scadenza del piano nazionale.
- Verifica della scadenza: Accertarsi se il distacco è effettivamente dovuto alla fine del progetto quinquennale banda ultralarga o a un guasto tecnico del fornitore.
- Delibera del Consiglio d'Istituto: In caso di necessità di nuovi contratti, procedere con le variazioni di bilancio necessarie per coprire i costi della connettività.
- Ricorso al MePA: Valutare le offerte presenti sul mercato elettronico per individuare il fornitore con il miglior rapporto qualità-prezzo, considerando che la banda minima deve supportare l'uso simultaneo di decine di dispositivi.
La FLC CGIL ha annunciato che continuerà a monitorare la situazione nelle diverse regioni, sollecitando un tavolo di confronto urgente per evitare che il divario digitale tra le scuole si amplifichi ulteriormente a causa di mancanze di copertura finanziaria centrale.




