Uno zaino nuovo sulle spalle, l'emozione del primo giorno e un'intera comunità raccolta attorno a una porta che non si apriva per fare lezione da quasi tre decenni. A Ginostra, minuscolo borgo abbarbicato sulle pendici del vulcano nell'isola di Stromboli, la campanella della scuola elementare è tornata a suonare per una sola bambina: si chiama Aysha, ha compiuto sei anni ed è l'unica alunna della frazione.
La scuola del borgo era rimasta chiusa per quasi trent'anni per mancanza di bambini in età scolare. La riapertura rappresenta la risposta concreta alla scelta di vita dei genitori di Aysha, Monica Abbate e Rafik Bazine, determinati a non lasciare la frazione e a garantire alla figlia l'istruzione primaria nel luogo in cui è nata e sta crescendo.
Il corteo per il primo giorno di classe
Nel piccolo borgo eoliano, privo di strade carrabili e collegato al resto del mondo solo via mare attraverso il suo caratteristico scalo, il tragitto verso l'aula ha assunto il sapore di una festa condivisa. Ad accompagnare Aysha verso il suo banco non c'erano soltanto mamma Monica e papà Rafik, ma anche i nonni materni, i vicini di casa tedeschi Karola e Ulli, residenti storici della frazione, insieme al maresciallo della stazione dei Carabinieri di Stromboli e a uno dei cinque militari in servizio sull'isola.
Una scorta d'affetto e di vicinanza istituzionale che ha trasformato un passaggio burocratico in una piccola cerimonia corale. Per la bambina è iniziato il consueto percorso della prima elementare, ma in un contesto unico: un'aula dedicata a lei, un maestro tutto per sé e il silenzio tipico di Ginostra a fare da cornice alle prime lezioni.
La scelta di restare e il nodo della socializzazione
La decisione di garantire il servizio scolastico a Ginostra è stata raccolta e sostenuta dall'amministrazione locale, pur con la consapevolezza della specificità del caso. Sulla vicenda è intervenuto Riccardo Gullo, sindaco del Comune di Lipari (di cui Stromboli e Ginostra fanno parte dal punto di vista amministrativo).
«La famiglia ha deciso di restare a vivere a Ginostra e vogliono che la bimba frequenti la prima classe della scuola elementare a Ginostra. È un segnale importante ma particolare. Si è voluto accogliere un'esigenza della famiglia, ma non è un modello generale. È un'esigenza che nasce in quella frazione che le amministrazioni comunali hanno voluto accogliere. Ma ovviamente viene a mancare l'esigenza di socializzazione che è importante nella formazione di una bimba».
Le parole del primo cittadino toccano il cuore della questione che storicamente divide la vita nelle piccole isole e nelle aree interne più isolate: da un lato il diritto sacrosanto delle famiglie di abitare il territorio senza essere costrette all'emigrazione o a pendolarismi marittimi complessi in tenera età; dall'altro la necessità educativa di far interagire i bambini con un gruppo di pari, elemento cruciale nello sviluppo cognitivo e relazionale dell'infanzia.
Vivere e studiare nelle piccole isole
Per la frazione di Stromboli, la riattivazione del plesso scolastico rappresenta comunque un presidio vitale. Mantenere accesa la luce di un'aula in un luogo remoto significa ribadire che la scuola pubblica può e deve arrivare ovunque vi sia un bambino che ne abbia bisogno, adattando l'organizzazione didattica anche alle condizioni più estreme.
Mentre la famiglia e l'amministrazione seguono passo dopo passo l'avvio dell'anno scolastico, Ginostra si gode il ritorno di un suono che non udiva da generazioni. Tra i sentieri di pietra e il mare all'orizzonte, per Aysha comincia l'avventura dei quaderni, delle lettere e dei numeri, custode solitaria di una classe riaperta appositamente per lei.