L'esperienza di trascorrere un semestre o un intero anno scolastico oltreoceano continua a rappresentare uno dei passaggi più ambiti per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Tra la fine dell'estate e il mese di gennaio, sono oltre 90 i ragazzi italiani che si apprestano a partire per il Nord America attraverso il programma riconosciuto dal Ministero dell'Istruzione promosso dall'agenzia StudyAway. Gli Stati Uniti si confermano la destinazione di riferimento, accogliendo tra il 70% e l'80% delle preferenze complessive, mentre il Canada segna una crescita del 25%, trainato da sicurezza percepita, multiculturalismo e proposta formativa peculiare.

I risultati dell'indagine: piena soddisfazione e integrazione

A delineare l'impatto di questi percorsi formativi sono i dati di un'indagine condotta su un campione di 100 studenti reduci dall'esperienza negli USA nel biennio 2025-2026. L'esito principale riguarda la netta soddisfazione degli studenti: il 94,5% dei partecipanti ha dichiarato di non essersi pentito della decisione presa, mentre l'87% ha valutato positivamente l'inserimento all'interno della comunità locale e la scoperta della realtà quotidiana americana.

Anche il contesto internazionale non sembra frenare le partenze. Per il 70% del campione, infatti, le tensioni geopolitiche non hanno inciso sulla vita scolastica o lo hanno fatto in modo del tutto marginale, tanto che quasi sette ragazzi su dieci riferiscono che tali tematiche non sono state oggetto di discussione in aula con i docenti. Pur a fronte di alcune incertezze preliminari – espresse dal 47,3% degli intervistati, concentrate soprattutto sul clima politico interno statunitense (34,5%) – il 91% raccomanderebbe senza esitazioni l'anno all'estero a un proprio coetaneo.

Il ruolo formativo dello sport e il programma scolastico

Tra i fattori chiave che alimentano l'attrattiva verso il sistema statunitense emerge con forza lo sport, storicamente integrato nei piani di studio delle High School. Un modello che coniuga impegno scolastico e attività agonistica, come evidenziato da Giulia Salamone, responsabile del supporto agli studenti di StudyAway:

"L'intero ecosistema sportivo americano rappresenta un valore formativo unico: un luogo dove competizione e meritocrazia scolastica vanno di pari passo, offrendo ai ragazzi un contesto di crescita che in Italia è spesso frammentato".

Le iniziative destinate alla fascia d'età tra i 15 e i 18 anni, che comprendono anche destinazioni come Canada e Irlanda, si sviluppano negli USA all'interno del Cultural Exchange Program (J-1), regolamentato dal Dipartimento di Stato americano con affidamento a famiglie ospitanti selezionate.