Sicurezza a scuola: il XXIV Rapporto di Cittadinanzattiva conferma l’urgenza di interventi strutturali
Edifici scolastici sempre più fragili e un sistema di prevenzione che fatica a tenere il passo con il cambiamento climatico. Il quadro che emerge dal XXIV Rapporto dell’Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola di Cittadinanzattiva, presentato oggi mercoledì 9 settembre 2026 presso la Camera dei Deputati, è allarmante: nell'ultimo anno scolastico si sono verificati numerosi episodi di crollo, mentre gli infortuni denunciati rimangono a livelli di guardia.
Il documento, che quest'anno ha dedicato un focus specifico ai rischi idraulici e idrogeologici, evidenzia come la sicurezza delle scuole italiane non sia più soltanto una questione di manutenzione ordinaria, ma una vera emergenza strutturale legata all'anzianità del patrimonio edilizio e alla sua esposizione ai fenomeni naturali estremi. Alla presentazione ha preso parte anche la FLC CGIL, ribadendo la necessità di superare la logica degli interventi a pioggia in favore di una programmazione pluriennale.
I numeri dell'emergenza: crolli e infortuni
I dati raccolti tra settembre 2025 e agosto 2026 restituiscono una fotografia impietosa dello stato di salute delle nostre scuole. Gli episodi di crollo o distacco di intonaco censiti testimoniano la sofferenza di solai e controsoffitti in strutture spesso datate. Parallelamente, il fronte della sicurezza fisica degli studenti registra una tendenza che richiede attenzione costante.
Secondo i dati INAIL analizzati nel Rapporto:
- Gli infortuni degli studenti denunciati evidenziano una situazione di rischio persistente, confermando la necessità di un monitoraggio più rigoroso dei plessi scolastici.
- Il trend delle denunce registrate nella prima metà dell'anno solare suggerisce l'urgenza di potenziare le misure di prevenzione e la formazione sulla sicurezza negli istituti.
Questi numeri non riguardano solo la stabilità delle mura, ma pongono l'accento sulla necessità di ambienti di apprendimento che rispettino rigorosamente le norme vigenti, a partire dal D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza), per garantire l'incolumità di chi la scuola la vive ogni giorno.
Mappa dei rischi: sismicità e fragilità idrogeologica
Oltre al degrado dei materiali, le scuole italiane devono fare i conti con la fragilità del territorio su cui sorgono. Il XXIV Rapporto incrocia la posizione degli edifici con le mappe di rischio nazionale, evidenziando percentuali di esposizione molto elevate.
| Tipologia di Rischio | Percentuale o Numero di Edifici Coinvolti |
|---|---|
| Elevata sismicità | 44% delle scuole totali |
| Pericolosità idraulica | 19% delle scuole totali |
| Rischio frana | 5.113 edifici scolastici |
Questi dati confermano che quasi una scuola su due si trova in zone a forte rischio terremoto, mentre una su cinque è potenzialmente esposta ad alluvioni o allagamenti. Si tratta di una vulnerabilità sistemica che richiede non solo interventi di consolidamento, ma anche piani di evacuazione e protezione civile specifici e costantemente aggiornati.
Il nodo del microclima e del cambiamento climatico
Una delle novità più rilevanti del Rapporto 2026 riguarda l'impatto della crisi climatica sul benessere indoor. Le ondate di calore prolungate e gli sbalzi termici stanno rendendo molte aule invivibili, con ripercussioni dirette sulla salute di studenti e personale scolastico. Ad oggi, infatti, solo il 3% degli edifici scolastici è dotato di sistemi di condizionamento o ventilazione meccanica controllata.
La FLC CGIL ha sollevato con forza il tema del microclima, sottolineando che il benessere termico non può più essere considerato un lusso o un fattore marginale. Il sindacato ha esortato le comunità educanti a non abbassare la guardia una volta terminata l'estate: le criticità legate alle temperature estreme vanno segnalate costantemente agli enti locali dai Consigli di Istituto, affinché si possa programmare l'installazione di sistemi di schermatura solare o climatizzazione prima dell'arrivo della prossima ondata di caldo.
Cosa serve per cambiare rotta: le richieste sindacali
La sicurezza non può essere gestita con i fondi dell'ultimo minuto. Per la FLC CGIL, come ribadito durante il dibattito alla Camera, è essenziale che il Governo vari una programmazione governativa sulla sicurezza scolastica che sia stabile e pluriennale.
Gli obiettivi prioritari indicati includono:
- Manutenzione costante: superare la logica dell'emergenza per intervenire preventivamente su solai e strutture portanti.
- Adeguamento sismico e idrogeologico: investimenti mirati per le oltre 5.000 scuole in aree a rischio frana.
- Sostenibilità e comfort: adeguare le aule alle nuove condizioni climatiche per garantire il diritto allo studio in ambienti salubri.
Il diritto all'istruzione, conclude il sindacato, passa necessariamente per il diritto a frequentare scuole sicure. Il XXIV Rapporto di Cittadinanzattiva, disponibile per la consultazione sul sito ufficiale dell'associazione e commentato in dettaglio nella nota ufficiale della FLC CGIL, funge da monito per le politiche pubbliche dei prossimi anni: la sicurezza deve diventare una priorità permanente dell'agenda politica.




