I recenti dati su bullismo e disagio giovanile continuano a evidenziare una forte criticità negli istituti scolastici italiani, in particolare per quanto riguarda la tutela degli studenti con disabilità e fragilità cliniche. In questo contesto si inserisce l'iniziativa "A scuola con ABC: educazione e formazione alla cultura del volontariato e dell’inclusione", promossa dall'associazione ABC Bambini Chirurgici in convenzione con l'I.R.C.C.S. Materno Infantile Burlo Garofolo di Trieste.

I dati del fenomeno: fragilità e rischio prevaricazione

Il quadro generale del disagio tra i banchi è confermato dal rapporto Istat "Bullismo e cyberbullismo nei rapporti tra i ragazzi", condotto su circa 40.000 giovani tra gli 11 e i 19 anni: il 68,5% degli intervistati dichiara di aver subito almeno un episodio offensivo o violento nell'ultimo anno, mentre il 21% ne è vittima sistematica. A fronte di una crescita costante degli alunni con disabilità (+26% in cinque anni, pari al 4,5% della popolazione scolastica complessiva secondo l'Istat), dal 2020 il bullismo contro la disabilità risulta raddoppiato.

A ribadire l'urgenza del tema sono anche i dati del monitoraggio del Ministero dell’Istruzione per l'anno scolastico 2024/2025: il 7,2% degli alunni fragili subisce umiliazioni sistematiche ed esclusione sociale, mentre il 6,9% dei ragazzi ammette di colpirli deliberatamente. Si tratta di un'emergenza in larga misura sommersa, le cui manifestazioni sfuggono spesso alla percezione dei docenti, tranne nei casi più gravi.

Il modello di ABC: la resilienza spiegata in classe

Avviato nel 2022 a Trieste, il progetto ha esteso le proprie attività a tutte le province del Friuli Venezia Giulia e a diversi comuni del Veneto, arrivando a coinvolgere oltre 6.500 studenti complessivi. Nel solo 2025 sono stati 2.410 i bambini e ragazzi raggiunti tra scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado (+31% rispetto al 2024), con 247 incontri realizzati dalle psicoterapeute e dai volontari dell'associazione anche all'interno di ricreatori comunali e centri estivi.

Il percorso prevede un modulo di tre incontri che valorizza la diversità come punto di forza collettivo, prendendo spunto dai percorsi dei piccoli degenti per parlare delle vulnerabilità comuni a tutti i giovani. Come sottolinea la direttrice di ABC, Giusy Battain: "In un panorama educativo che punta con decisione verso l’abbattimento delle barriere, l'inclusione non può limitarsi a una questione di numeri o presenze in aula, deve trasformarsi in una garanzia di sicurezza e dignità per ogni studente".

Il progetto lavora inoltre sul piano psicologico per scardinare le dinamiche del bullismo. Come spiega la psicoterapeuta Angela Camelio, chi prevarica non è privo di comprensione emotiva, ma crea una barriera difensiva per non fare i conti con la propria fragilità: "indossa un'armatura emotiva così spessa da impedirgli di essere toccato dal dolore che infligge". L'intervento in aula punta quindi a stimolare empatia e consapevolezza, trasformando l'esperienza della fragilità in uno strumento di coesione per l'intero gruppo classe.