Un confronto internazionale tra oltre 400 ricercatori e docenti per comprendere come l'intelligenza artificiale e la digitalizzazione stiano trasformando la didattica, i processi di apprendimento e la dimensione relazionale nelle scuole e negli atenei. È questo il bilancio della sesta edizione della REN International Conference (Research Education Network), l'appuntamento scientifico promosso dal centro di ricerca CASE dell'Università Pegaso in collaborazione con gli atenei del gruppo Multiversity (Mercatorum e San Raffaele).

I lavori della conferenza, svoltisi tra Napoli e Ischia con la partecipazione di studiosi provenienti da 50 atenei e 10 Paesi, hanno messo al centro il tema "Battiti algoritmici: L'Educazione all'affettività ai tempi della quarta rivoluzione". Un'occasione di riflessione teorica che si tradurrà presto in strumenti concreti per il personale docente, le famiglie e gli studenti.

Affective computing e relazioni nei processi educativi

Al centro del dibattito scientifico è stato posto l'impatto dell'affective computing, ossia la disciplina che studia l'interazione tra sistemi informatici ed emozioni umane. In un contesto in cui gli algoritmi e le piattaforme generative entrano quotidianamente nella vita scolastica, la ricerca pedagogica si interroga su come preservare e valorizzare la dimensione affettiva e relazionale dell'insegnamento.

Come sottolineato dal rettore dell'Università Pegaso, Pierpaolo Limone, la sfida principale riguarda l'uso efficace e consapevole delle tecnologie nei processi di insegnamento-apprendimento, evitando che la digitalizzazione impoverisca il fattore umano o accentui i divari socio-educativi tra gli studenti.

Le posizioni degli esperti e la centralità della persona

Il convegno ha raccolto le riflessioni di esperti di primo piano provenienti dal mondo accademico, istituzionale e culturale:

  • Derrick de Kerckhove, sociologo e studioso di cultura digitale, ha evidenziato come il mondo alfabetico tradizionale stia lasciando il posto a una nuova cultura digitale e quantistica, imponendo un ripensamento profondo dei linguaggi e delle forme della formazione.
  • Monsignor Vincenzo Paglia, presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita, ha ribadito la necessità di difendere la centralità dell'essere umano: l'intelligenza artificiale rimane uno strumento tecnologico e non può in alcun modo sostituire il soggetto e la relazione educativa.
  • Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli ed ex ministro dell'Università, ha rimarcato l'importanza di politiche pubbliche inclusive capaci di impiegare l'IA per ridurre le disuguaglianze e migliorare la qualità dei servizi educativi sul territorio.

Cosa cambia per le scuole: in arrivo linee guida e quaderni didattici

L'evento non intende rimanere una parentesi confinata all'ambito accademico. Il comitato scientifico, presieduto dal docente di Pedagogia Francesco Peluso Cassese, ha confermato che i risultati delle ricerche presentate saranno tradotti in pubblicazioni, libri e quaderni operativi destinati direttamente agli operatori della scuola.

L'obiettivo è fornire agli insegnanti indicazioni metodologiche chiare per integrare l'intelligenza artificiale generativa nella didattica quotidiana, promuovendo al contempo percorsi di alfabetizzazione emotiva e digitale per studenti di ogni ordine e grado.