L'inchiesta della Magistratura sulla gestione delle forniture e dei progetti negli istituti scolastici registra un nuovo sviluppo nel territorio pugliese. La Procura della Repubblica di Taranto ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di sette soggetti, tra cui figurano dirigenti scolastici, collaboratori ed enti societari, nell'ambito di un'indagine su presunti illeciti nell'assegnazione di appalti e servizi educativo-didattici.
Il provvedimento, firmato dal pubblico ministero Francesco Sansobrino, individua un presunto sistema di scambi e agevolazioni legato all'affidamento di progetti scolastici e forniture nell'area tarantina, estendendo al contesto locale filoni investigativi già noti alle cronache nazionali.
I soggetti coinvolti e le contestazioni della Procura
L'atto di chiusura delle indagini preliminari riguarda complessivamente cinque persone fisiche e due persone giuridiche. Tra le figure iscritte nel registro degli indagati compaiono:
- Federico Bianchi di Castelbianco, in qualità di titolare dell'Istituto di Ortofonologia srl (IdO srl);
- Una collaboratrice dello stesso istituto;
- Antonietta Iossa, dirigente scolastica del Liceo "Galilei" di Taranto;
- La figlia della dirigente scolastica;
- Maria Addolorata Cecinato, dirigente amministrativa (DSGA) della scuola della Città Vecchia di Taranto.
A queste posizioni individuali si affiancano due società commerciali coinvolte nel procedimento in base alla normativa sulla responsabilità amministrativa degli enti.
Il perimetro dell'inchiesta sui progetti scolastici
Al centro degli accertamenti condotti dagli inquirenti vi sono diversi progetti educativi e contratti di prestazione d'opera stipulati dagli istituti coinvolti. Secondo l'ipotesi accusatoria formulata dal magistrato, le procedure di affidamento avrebbero favorito determinate strutture in cambio di controprestazioni o utilità personali riservate a personale direttivo e ai loro familiari.
L'avviso di conclusione delle indagini preliminari rappresenta l'atto con cui la Procura rende noti agli indagati gli elementi raccolti e offre alle difese un termine legale di venti giorni per presentare memorie, produrre documentazione o chiedere di essere ascoltati dai magistrati prima che venga inoltrata l'eventuale richiesta di rinvio a giudizio.
Le garanzie processuali e i prossimi passaggi
È opportuno ricordare che la notifica dell'avviso di conclusione indagini non costituisce una condanna, bensì la fase di chiusura degli accertamenti svolti dal pubblico ministero. Tutti i soggetti coinvolti mantengono la presunzione di innocenza fino all'eventuale pronuncia di una sentenza definitiva di condanna nei tre gradi di giudizio previsti dall'ordinamento italiano.
Nelle prossime settimane la Magistratura valuterà le eventuali memorie difensive presentate dai legali degli indagati prima di decidere se procedere con le richieste di citazione in giudizio o formulare richieste di archiviazione per le singole posizioni analizzate.




