L'Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia ha diffuso le indicazioni operative per l'anno scolastico 2026/27 relative al servizio di istruzione domiciliare. Il provvedimento definisce le procedure amministrative e didattiche necessarie per garantire il diritto allo studio agli studenti che, a causa di gravi patologie, sono impossibilitati a frequentare le lezioni in presenza per un periodo non inferiore a trenta giorni.
Cos'è l'istruzione domiciliare e a chi si rivolge
L'istruzione domiciliare è una misura volta a prevenire l'isolamento scolastico degli alunni affetti da gravi patologie. Il servizio può essere attivato per studenti di ogni ordine e grado, incluse le scuole paritarie, anche in assenza di una precedente ospedalizzazione. L'obiettivo è quello di garantire la continuità didattica attraverso un intervento individualizzato gestito dai docenti della scuola di appartenenza.
Per l'attivazione, la famiglia deve presentare una richiesta formale accompagnata da una dettagliata certificazione sanitaria, rilasciata da strutture del Servizio Sanitario Nazionale (escludendo quindi i medici curanti privati o le aziende private), che attesti l'impedimento alla frequenza scolastica per almeno 30 giorni, anche non continuativi.
Le modalità di erogazione
Il progetto, che deve essere elaborato dal Consiglio di Classe o dal team dei docenti, prevede un intervento didattico personalizzato. Ai fini della validità dell'anno scolastico, è obbligatoria la redazione di un Piano Didattico Personalizzato (PDP) specifico per l'istruzione domiciliare, distinto dai documenti previsti per alunni con DSA o BES, che definisca gli obiettivi formativi e le modalità di valutazione coerenti con la condizione di salute dello studente. Il monte ore settimanale massimo è così ripartito:
- Scuola primaria: fino a 4 ore settimanali;
- Scuola secondaria di primo grado: fino a 5 ore settimanali;
- Scuola secondaria di secondo grado: fino a 7 ore settimanali.
Le attività svolte in regime di istruzione domiciliare sono riconosciute ai fini della validità dell'anno scolastico, in conformità con quanto previsto dal D.Lgs. 66/2017 e dal D.Lgs. 62/2017.
Cosa devono fare le scuole
Le istituzioni scolastiche interessate devono inserire nel proprio Programma Annuale uno specifico progetto per l'istruzione domiciliare, supportato dalle necessarie delibere del Collegio dei docenti e del Consiglio di Istituto. È previsto l'accantonamento di risorse, consigliato in misura pari ad almeno il 70% dei fondi necessari, per cofinanziare l'intervento.
Dopo la formale richiesta della famiglia, il Dirigente Scolastico comunica alla Scuola Polo regionale (individuata nell'I.S. "Puecher Olivetti" di Rho) la volontà di attivare il progetto, seguendo la modulistica e le procedure indicate sul sito ufficiale della Scuola Polo per l'Istruzione Domiciliare. Si ricorda che l'invio della documentazione alla Scuola Polo deve essere perfezionato tramite firma digitale del Dirigente Scolastico o, in caso di invio da parte delle famiglie, mediante specifica delega corredata da copia del documento di identità del delegante, nel rispetto delle norme vigenti sull'amministrazione digitale.
Si precisa che eventuali richieste inviate prima della pubblicazione della nota dell'USR Lombardia dovranno essere presentate nuovamente, seguendo le nuove indicazioni. Per ulteriori approfondimenti normativi e linee di indirizzo nazionali, è possibile consultare il portale dell'USR Lombardia.