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Scuola

Campania, il 62% degli studenti sceglie il liceo

06 settembre 2026 di Vincenzo Schirripa

Mentre si avvicina l'avvio del nuovo anno scolastico, fissato per il 15 settembre in Campania, i dati sulle iscrizioni alle scuole superiori offrono uno spaccato significativo sulle prospettive formative dei giovani nella regione. Secondo il dossier Attraversamenti, curato da Save the Children con il contributo dei dati diffusi dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, la scelta dei licei in Campania coinvolge oltre il 62% degli studenti, una percentuale nettamente superiore alla media nazionale, che si attesta intorno al 55%.

Il panorama delle preferenze scolastiche in Campania vede una netta prevalenza dei percorsi liceali a fronte di una partecipazione più contenuta agli istituti tecnici, scelti dal 25,7% degli iscritti, e ai percorsi professionali, che raccolgono solo il 13% delle preferenze. Per approfondire il dettaglio delle iscrizioni per singolo istituto o indirizzo di studio, è possibile consultare il portale ufficiale Scuola in Chiaro, lo strumento ministeriale che permette di analizzare l'offerta formativa e i dati reali su base territoriale. Questi numeri riaprono il dibattito sul legame tra il sistema educativo e le esigenze del mondo del lavoro, ponendo l'attenzione sul ruolo cruciale dell'orientamento scolastico.

Il divario territoriale nelle scelte formative

Il confronto con altre regioni italiane evidenzia una divergenza strutturale. Nelle aree del Nord, dove il tessuto industriale è storicamente più integrato con i sistemi di formazione tecnica e professionale, le percentuali si distribuiscono in modo differente. In Emilia-Romagna, ad esempio, gli iscritti ai percorsi professionali raggiungono il 18%, mentre la quota di chi sceglie il liceo si ferma al 46%. Un trend simile si osserva in Veneto, dove si registra una delle percentuali più alte d'Italia per gli istituti tecnici (39%).

Al contrario, nel Mezzogiorno, la tendenza campana trova riscontro in altre realtà regionali. In Abruzzo, Molise e Sicilia, la quota di liceali supera o si avvicina al 60%, con una contrazione degli iscritti ai professionali che in alcuni casi scende sotto la soglia del 10%.

Le conseguenze sul capitale umano

L'analisi proposta da Save the Children suggerisce che la preferenza per i percorsi liceali – che solitamente preludono al proseguimento degli studi universitari – non sia il frutto di una scelta isolata dei singoli studenti, ma il riflesso di un complesso contesto socio-economico. Il rischio, evidenziato dal dossier, è che la regione formi talenti che, per trovare sbocchi lavorativi coerenti con il percorso di studi intrapreso, siano costretti a trasferirsi altrove.

I dati sulla mobilità giovanile confermano questa criticità: negli ultimi dieci anni, circa mezzo milione di giovani tra i 20 e i 34 anni ha lasciato il Sud Italia. Tra questi, una quota rilevante è composta da diplomati e laureati che cercano opportunità professionali in territori con tessuti economici più dinamici. L'investimento nella formazione, elemento cardine per lo sviluppo di ogni territorio, rischia così di tradursi in una risorsa di capitale umano che contribuisce a sostenere l'economia di altre aree del Paese, anziché quella di origine.

In vista dell'inizio delle lezioni, che per gli 800 mila studenti campani avverrà martedì 15 settembre, la riflessione sulle scelte scolastiche rimane un punto nodale. La sfida, per le istituzioni e per le famiglie, resta quella di costruire un sistema in cui la passione per lo studio e le competenze tecniche possano trovare un terreno fertile per realizzarsi localmente, riducendo il divario tra le aspettative dei giovani e la realtà del mercato del lavoro. Per chi necessita di supporto nelle procedure di gestione del personale scolastico, si rimanda a per approfondimenti sulle dinamiche di inserimento e supplenze.

Tags: scuola orientamento campania
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