Una stanza a Milano, due tazze di caffè sul tavolo e i manuali di Biologia e Biochimica aperti. Sofia Casella e Marta Palladino hanno vent'anni, un diploma allo scientifico Vittorini alle spalle e una passione condivisa per la medicina. Il loro percorso racconta da vicino la realtà di tanti giovani alle prese con le tappe d'accesso ai corsi universitari a numero programmato, ma evidenzia soprattutto il valore di un'amicizia capace di sostenere sacrifici, cambiamenti di rotta e giornate di studio intenso.

Le due ex compagne di scuola condividevano fin da subito lo stesso traguardo: indossare il camice bianco. A novembre si erano trovate insieme tra i 2.828 candidati che, presso l'Università Statale di Milano, affrontavano la prima sessione del semestre filtro sostenendo le prove di Fisica, Biologia e Chimica.

Dalla Statale a Genova: il percorso di Sofia

Per Sofia l'esito della selezione ha comportato una svolta rapida. Avendo superato due esami su tre a Milano, ha successivamente recuperato la prova di Fisica a Genova, ateneo per il quale è risultata inserita in graduatoria. Genova rappresentava la sua terza scelta, ma il trasferimento si è trasformato in un'opportunità di crescita personale e accademica.

Nel giro di un mese Sofia ha riorganizzato i propri spazi, cercato un alloggio in una nuova città e affrontato gli scagli successivi del percorso di studi, tra cui l'esame di Anatomia. Un passaggio impegnativo che ha consolidato la sua determinazione nel proseguire la carriera universitaria intrapresa, consapevole dell'importanza di ogni singola materia per la futura professione.

Il messaggio che Sofia rivolge a chi si appresta a iniziare il medesimo cammino sottolinea l'importanza dell'impegno personale: la fatica legata alla preparazione degli esami trova un riscontro diretto nella passione per la disciplina e nella certezza della scelta effettuata.

La decisione di Marta e il nuovo avvio a Milano

Per Marta la strada ha seguito un itinerario differente. Di fronte ai continui assestamenti normativi che hanno accompagnato l'introduzione delle nuove modalità di selezione, la ragazza ha preferito fermarsi per un anno e maturare una decisione ponderata.

Durante il periodo di pausa ha svolto diverse attività lavorative, fatto esperienze di viaggio e intensificato la propria presenza nel mondo del volontariato. Questa fase le ha consentito di chiarire le proprie aspirazioni professionali, orientandola verso settori specifici come la Pediatria o la Neurochirurgia.

Marta si è quindi riiscritta al secondo semestre aperto dell'Università Statale di Milano con un bagaglio di motivazione rinnovato e una maggiore dimestichezza con la struttura delle prove e con i tempi di studio richiesti.

Il valore del volontariato e il supporto reciproco

L'esperienza di entrambe mette in luce anche le trasformazioni organizzative del sistema d'accesso, caratterizzato ora da tempi di preparazione più distesi e da indicazioni più definite sui criteri di graduatoria e sul recupero degli esami non superati al primo tentativo.

Accanto ai libri di testo, un elemento centrale nella vita di Sofia e Marta rimane l'impegno sociale. Oltre allo studio fianco a fianco, le due ragazze condividono il servizio di volontariato sui mezzi di soccorso in ambulanza. I turni svolti sul campo rappresentano un punto di contatto diretto con la realtà sanitaria, offrendo una misura concreta del valore della professione scelta e rafforzando la motivazione quotidiana sui libri.