Brevi filmati di massimo 60 secondi incentrati su tre tematiche cruciali: il contrasto all'uso di droghe, fentanyl e alcol, il disagio giovanile, e la lotta a violenza e bullismo. È questa la formula del video contest "PRO-BEN, Protagonisti del futuro", promosso dall'Università Magna Graecia di Catanzaro. L'iniziativa, rivolta agli studenti dell'Ateneo e a quelli delle scuole secondarie di secondo grado con sede in Calabria, è stata indetta con il D.R. n. 220 del 4 febbraio 2025. Il bando ha previsto tre sezioni tematiche e una scadenza fissata al 30 aprile 2025 alle ore 13. La procedura si è conclusa con la graduatoria finale approvata il 24 giugno 2025 tramite il D.R. n. 978, che ha confermato i tre vincitori del contest. I video vincitori sono destinati a una campagna di sensibilizzazione dell'Università Magna Graecia, che ne prevede la diffusione da parte dell'UMG su testate, canali televisivi e canali ufficiali di Ateneo, promuovendo un dialogo tra pari per affrontare il disagio emotivo e prevenire le dipendenze.
L'iniziativa si inserisce all'interno di PRO-BENE-COMUNE (PROmozione del BENEssere della COMunità UNivErsitaria), un progetto di ricerca e prevenzione finanziato dal Ministero dell'Università e della Ricerca nell'ambito dell'Avviso nazionale "PRO-BEN". Come confermato nella pagina ufficiale del progetto PRO-BEN dell'UMG, la rete è guidata dall'Università della Calabria (UniCal) in qualità di capofila e unisce un partenariato di dieci istituzioni accademiche e dell'alta formazione in un cammino comune per ridisegnare il supporto psicologico agli studenti e perseguire gli obiettivi della ricerca scientifica sul benessere giovanile.
Una rete nazionale per la cura dei giovani
Il progetto unisce territori e competenze diverse lungo tutta la penisola. Accanto all'Università della Calabria, l'alleanza vede la partecipazione attiva dell'Università degli Studi "Magna Graecia" di Catanzaro (UMG), delle Università di Messina, della Mediterranea di Reggio Calabria, di Trieste, Palermo, Siena e Trento, insieme alla SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) e al Conservatorio di Musica "A. Scarlatti" di Palermo.
L'obiettivo non è solo studiare il fenomeno del disagio giovanile, ma costruire presidi concreti di ascolto e prevenzione. Le università, in questo modo, smettono di essere solo luoghi di passaggio e d'esame per trasformarsi in vere e proprie comunità di accoglienza.
I dati: un'emergenza che interroga la scuola e l'università
La necessità di un intervento strutturato e tempestivo è confermata dai numeri. Secondo la Relazione al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze 2025 (con dati relativi all'anno precedente), circa 910 mila studenti tra i 15 e i 19 anni – pari al 37% della popolazione scolastica di quella fascia d'età – hanno dichiarato di aver consumato almeno una sostanza illegale nella vita. Di questi, circa 620 mila (il 25%) lo hanno fatto nell'ultimo anno, con una prevalenza marcata del consumo di cannabis tra gli adolescenti. Guardando al contesto aggiornato a settembre 2026, la più recente Relazione al Parlamento 2026 (con dati relativi al 2025) evidenzia un quadro ancora più complesso: tra i 15-19enni, il 39% ha riferito almeno un consumo nella vita e il 26% nell'ultimo anno. Il comunicato governativo segnala inoltre una ripresa dei consumi di numerose sostanze dopo la flessione registrata nel biennio 2022-2024, consolidando la necessità di interventi di prevenzione tempestivi.
I dati epidemiologici mostrano come l'uso precoce di sostanze rappresenti un fattore critico che può associarsi a diverse forme di vulnerabilità nel percorso di crescita, influenzando potenzialmente il benessere psicofisico e la regolarità degli studi, oltre ad alimentare possibili situazioni di isolamento o difficoltà nelle relazioni sociali.
In questo contesto, la professoressa Valeria Verrastro, docente dell'Università Magna Graecia di Catanzaro e responsabile scientifica del progetto per l'UMG, coordina le attività di ricerca volte a indagare le determinanti del benessere tra la popolazione studentesca. Secondo la docente, la strada da percorrere richiede un forte investimento sul potenziamento dei servizi di supporto psicologico negli atenei e sulla promozione di azioni integrate per aiutare i giovani ad affrontare le sfide del percorso accademico.
Dall'ascolto all'azione: l'università come comunità
L'impegno degli atenei coinvolti mira a scardinare l'idea di un percorso di studi basato esclusivamente sulle performance e sulla competizione. La sfida è rimettere al centro la crescita umana degli studenti, offrendo loro spazi sicuri in cui poter esprimere le proprie difficoltà senza il timore del giudizio.
Anche la governance dell'Ateneo, rappresentata dal rettore Giovanni Cuda, ha più volte richiamato l'esigenza di rafforzare il ruolo dell'università come istituzione attenta ai bisogni della persona, oltre che alla formazione e alla ricerca. Attraverso la ricerca sul campo e l'attivazione della rete nazionale, l'obiettivo è intercettare i segnali di malessere e promuovere strategie efficaci di inclusione e supporto.
I video realizzati dagli studenti dell'UMG e delle scuole secondarie calabresi nell'ambito dell'iniziativa indetta nel 2025 dimostrano che, quando si offre uno spazio di espressione attiva, la risposta dei giovani è consapevole e propositiva. Utilizzare i linguaggi digitali per affrontare temi complessi come le dipendenze e il disagio emotivo si conferma un passo importante per favorire la sensibilizzazione e rompere il muro del silenzio.




