Alberto Cremonini aveva diciannove anni e il futuro spalancato davanti a sé. Aveva appena concluso il colloquio orale dell'esame di maturità al liceo scientifico Righi di Bologna e stava camminando verso la fermata dell'autobus per tornare a casa, quando un'automobile lo ha travolto sulle strisce pedonali. Dopo quarantacinque giorni di sofferenza e speranze in ospedale, il ragazzo si è spento per le gravi complicazioni riportate nell'incidente.
La tragedia dopo l'ultimo passo verso il futuro
È il 2 luglio quando Alberto, studente della classe 5E del liceo Righi, varca la porta dell'istituto di viale Pepoli. È il giorno conclusivo della sua prova orale, l'ultimo ostacolo di un percorso scolastico portato avanti con impegno. Qualche tempo prima aveva già sostenuto il test d'ingresso per la facoltà di Ingegneria, dove contava di proseguire gli studi in autunno.
Finito l'esame, la tensione accumulata lascia il posto al sollievo. Alberto esce da scuola e s'avvia verso viale Pepoli per prendere la corriera che lo riporterà a Castagnolo, frazione del comune di San Giovanni in Persiceto dove risiedeva con la famiglia. Mentre attraversa la carreggiata sulle strisce pedonali, all'altezza tra via Sant'Isaia e via Andrea Costa, un'utilitaria guidata da un uomo di cinquantanove anni lo travolge in pieno.
I quarantacinque giorni di lotta al Sant'Orsola
Soccorso immediatamente, Alberto viene trasportato dai sanitari al pronto soccorso dell'ospedale Maggiore. Inizialmente il ragazzo appare cosciente e vigile, tanto da non far presagire la gravità drammatica degli sviluppi successivi. Nel giro di pochi giorni, tuttavia, il quadro clinico precipita, rendendo necessario il trasferimento d'urgenza al policlinico Sant'Orsola.
Ricoverato nel reparto di terapia intensiva, il diciannovenne combatte per un mese e mezzo tra il sostegno della famiglia, dei compagni di classe e dell'intera comunità scolastica del liceo Righi. A metà agosto, il suo cuore cessa di battere a causa delle irreversibili complicazioni collegate ai traumi riportati nello schianto.
Sulla dinamica dell'incidente ha svolto i rilievi il Reparto Infortunistica della Polizia Locale di Bologna, che ha trasmesso la documentazione alla Procura della Repubblica per gli accertamenti di rito e la definizione delle responsabilità.
Il ricordo di un ragazzo con la musica nel cuore
La notizia ha scosso profondamente sia il capoluogo emiliano sia la comunità di San Giovanni in Persiceto. Il sindaco Lorenzo Pellegatti ha espresso il cordoglio dell'amministrazione e dei cittadini alla famiglia del ragazzo, figlio unico, colpita da un dolore incommensurabile.
Oltre agli studi scientifici, la grande passione di Alberto era la musica. Chitarrista con buone competenze tecniche, suonava nella band locale «Rebirth», con cui si esibiva dal vivo nei locali della zona. I compagni di classe e gli amici lo ricordano come un giovane generoso, curioso e sempre pronto a mettersi in gioco, la cui vita si è spezzata proprio nel momento in cui si preparava ad aprirsi al mondo degli adulti.




