Oltre il 41% degli edifici scolastici italiani è privo del collaudo statico e più del 56% non dispone dell'agibilità, mentre nel Fondo unico per l'edilizia scolastica restano fermi 2,3 miliardi di euro sotto forma di residui passivi. È il quadro critico evidenziato dalla Relazione della Corte dei conti sul Rendiconto 2025 e ripreso dalla FLC CGIL, che mette in luce la distanza tra gli annunci di investimento e l'effettiva apertura dei cantieri per la messa in sicurezza delle scuole.

Nonostante i recenti provvedimenti adottati dal Ministero dell'Istruzione e del Merito, tra cui l'annuncio da parte del ministro Giuseppe Valditara di un decreto da 114,4 milioni di euro, la capacità di spesa reale del Ministero sul fronte dell'edilizia scolastica si è fermata ad appena il 26% delle risorse stanziate.

La paralisi dei Comuni e la raffica di proroghe

Secondo l'analisi sindacale e i dati contabili della magistratura contabile, la ragione principale del blocco delle risorse risiede nelle difficoltà strutturali degli enti locali. I Comuni, in particolare quelli di minori dimensioni demografiche, affrontano una costante carenza di personale tecnico e amministrativo qualificabile per redigere i progetti esecutivi, gestire le gare d'appalto e far partire i lavori nei tempi previsti.

Questa situazione ha costretto il Ministero a varare diversi provvedimenti di differimento dei termini. Tra questi figura il decreto dello scorso 7 luglio, che ha concesso una nuova proroga per l'aggiudicazione definitiva degli interventi antisismici legati ai Piani 2023-2025. Analoghi ritardi e slittamenti temporali riguardano sia la rendicontazione dei fondi dell'otto per mille destinati al ripristino dell'agibilità scolastica, sia i termini stabiliti per le indagini diagnostiche su solai e controsoffitti.

Cosa prevede il disegno di legge di Assestamento

Per provare a sbloccare i cantieri fermi, le correzioni inserite nel disegno di legge di Assestamento 2026 introducono una serie di integrazioni di sola cassa destinate agli enti territoriali:

  • 167 milioni di euro di cassa: assegnati direttamente ai Comuni per coprire le spese di progettazione degli interventi di sicurezza e di efficientamento energetico degli edifici;
  • 15 milioni di euro: riservati alle Città metropolitane di Roma e Milano per interventi straordinari di manutenzione su strade e complessi scolastici;
  • 17 milioni di euro: rinvenienti dalla quota dell'otto per mille dell'Irpef a gestione statale diretta, riassegnati al Fondo unico per l'edilizia scolastica.

Come evidenziato dall'analisi diffusa dalla FLC CGIL, pur trattandosi di un segnale finanziario utile sul piano della liquidità immediata, il provvedimento non stanzia nuovi fondi teorici di investimento e non risolve l'incapacità operativa dei Comuni senza un piano straordinario di assunzioni di tecnici abilitati.

Per consentire la consultazione diretta degli atti e dei documenti ufficiali citati, è possibile consultare il comunicato e l'analisi dettagliata della FLC CGIL del disegno di legge di Assestamento.

La nuova sfida: adattamento climatico e tutela della salute

Nel dibattito sullo stato dei plessi scolastici si inserisce in modo sempre più urgente l'impatto dei mutamenti climatici. L'ondata straordinaria di calore registrata durante la stagione estiva ha confermato come la sicurezza delle aule non si esaurisca nella conformità sismica o nella prevenzione degli incendi, ma debba includere il benessere termico e l'adeguamento ambientale.

Temperature troppo elevate nelle aule compromettono le condizioni di lavoro del personale e l'apprendimento degli studenti. Con il passaggio del disegno di legge di Assestamento al Senato, le organizzazioni sindacali chiedono di ampliare il concetto normativo di sicurezza, garantendo procedure semplificate e risorse mirate all'isolamento termico e alla climatizzazione sostenibile degli spazi scolastici.