Il suono della campanella, a Trasquera, quest'anno non ci sarà. Mentre il resto d'Italia si prepara al rientro in classe di metà settembre, il piccolo comune montano della provincia del Verbano-Cusio-Ossola deve fare i conti con un silenzio che pesa più di mille discorsi sulla denatalità. La scuola primaria del paese chiude i battenti: per l'anno scolastico 2026/2027 è rimasta una sola alunna iscritta.
Non è solo una questione di numeri o di burocrazia ministeriale. Per una comunità di poco meno di duecento anime incastonata nelle Alpi Lepontine, la chiusura della scuola elementare rappresenta la perdita di un polmone sociale, il segnale più tangibile di uno spopolamento che non sembra conoscere sosta. La decisione, ormai ufficiale a pochi giorni dall'avvio delle lezioni, segna la fine di un'epoca per la Val Divedro.
Una classe per una sola bambina: l'impossibilità di continuare
Fino allo scorso anno, la scuola di Trasquera era riuscita a resistere grazie al sistema della pluriclasse, un modello pedagogico tipico delle zone di montagna dove alunni di età diverse condividono la stessa aula e lo stesso insegnante. Tuttavia, la soglia minima per mantenere attivo un punto d'erogazione del servizio scolastico è scesa oltre il limite della sostenibilità. Con una sola bambina frequentante, non è stato possibile formare nemmeno una pluriclasse ridotta.
L'amministrazione comunale e le autorità scolastiche locali hanno cercato fino all'ultimo di trovare soluzioni alternative, ma la realtà demografica è stata implacabile. Secondo i dati emersi negli ultimi giorni, la piccola alunna dovrà ora spostarsi quotidianamente verso Varzo, il centro più vicino a valle, per poter frequentare le lezioni insieme ai suoi coetanei. Un tragitto che, per quanto breve in termini di chilometri, rappresenta un cambiamento radicale per la logistica di una famiglia di montagna.
Il declino demografico delle terre alte
La storia di Trasquera non è un caso isolato, ma lo specchio di una crisi che sta colpendo l'intero arco alpino e l'Appennino. Le "piccole scuole", che per decenni hanno garantito il diritto all'istruzione anche nei luoghi più remoti, stanno scomparendo una dopo l'altra. Il calo delle nascite, unito alla migrazione delle giovani coppie verso i centri urbani più serviti, crea un circolo vizioso: senza bambini la scuola chiude, e senza scuola il paese diventa meno attrattivo per le nuove famiglie.
Nonostante le deroghe previste dal DPR 81/2009, che consente la costituzione di classi con numeri inferiori nelle zone montane o nelle piccole isole, il limite fisico di un solo iscritto rende tecnicamente impossibile l'attivazione di qualsiasi percorso didattico ministeriale. La socializzazione, elemento cardine della scuola primaria, verrebbe meno, trasformando l'istruzione in una sorta di lezione privata che priverebbe l'alunna del confronto fondamentale con i pari.
Cosa resta a Trasquera dopo la chiusura
La chiusura dell'edificio scolastico lascia un vuoto fisico nel centro del paese. Le aule che un tempo ospitavano i figli dei pastori e dei lavoratori della valle rimarranno vuote, almeno per ora. Il rischio, come spesso accade in queste situazioni, è che l'edificio perda la sua funzione di centro di aggregazione, accelerando quel senso di abbandono che le comunità montane combattono ogni giorno.
Il Sindaco e la giunta comunale hanno espresso rammarico per una scelta che appare obbligata ma dolorosa. "La scuola è il cuore di un paese", è il commento che si raccoglie tra gli abitanti del borgo. Senza quel cuore, Trasquera si scopre un po' più fragile. La speranza, flebile ma presente, è che in futuro un'inversione di tendenza demografica o nuove politiche di ripopolamento possano riportare le voci dei bambini tra quelle mura.
Il futuro delle piccole scuole in Italia
Il caso di Trasquera riaccende il dibattito nazionale sulla gestione delle scuole rurali. Organismi come l'Indire (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa) lavorano da anni sul movimento delle "Piccole Scuole" per promuovere modelli didattici innovativi, come l'uso della tecnologia per collegare classi isolate, ma queste soluzioni presuppongono comunque l'esistenza di un gruppo minimo di studenti.
Per l'anno scolastico che sta per iniziare, l'Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte ha dovuto prendere atto della situazione, garantendo comunque il supporto necessario per il trasferimento dell'alunna verso l'Istituto Comprensivo di riferimento. Per i dettagli sulle iscrizioni e la logistica dei trasporti scolastici nella zona, le famiglie possono consultare il sito ufficiale dell'USR Piemonte o rivolgersi direttamente agli uffici del Comune di Trasquera.
Domenica 30 agosto 2026, a poche ore dal primo settembre, Trasquera guarda le sue montagne con la consapevolezza che quest'anno lo zaino della sua unica alunna non si fermerà in paese, ma scenderà a valle, portando con sé un pezzetto di identità locale che rischia di non tornare più.
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito lastampa.it.




