Il caso della scuola primaria "Filippo Corridoni" di Como approda formalmente in Parlamento. La presidente dei deputati del Partito Democratico, Chiara Braga, ha presentato oggi, lunedì 31 agosto 2026, un'interrogazione a risposta scritta indirizzata al ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Al centro dell'atto ispettivo c'è il controverso trasferimento di circa 200 alunni del plesso di via Sinigaglia e le precarie condizioni di sicurezza delle sedi alternative individuate dall'amministrazione comunale.

L'iniziativa parlamentare giunge in un momento cruciale: domani, martedì 1° settembre, è infatti atteso il pronunciamento del Consiglio di Stato sulla richiesta di sospensiva della chiusura della storica scuola comasca. Nel frattempo, le famiglie e il personale scolastico attendono di capire dove e come cominceranno le lezioni per il nuovo anno scolastico.

La demolizione della scuola per far spazio all'autosilo

La decisione di chiudere la scuola Corridoni a partire dall'anno scolastico 2026/2027 è stata assunta dall'amministrazione comunale di Como per fare spazio al progetto di riqualificazione dell'area dello stadio Sinigaglia. Secondo quanto ricostruito nell'interrogazione, l'edificio scolastico – descritto come una struttura attualmente pienamente funzionante e dotata di aule, laboratori, palestra e mensa – dovrebbe essere demolito per consentire la realizzazione di un parcheggio multipiano (un autosilo) nell'ambito del piano presentato dalla società calcistica Como 1907.

Questa scelta ha sollevato un'ondata di proteste nei mesi scorsi. Il Comitato dei genitori, i docenti, diverse associazioni del territorio e le forze politiche di opposizione si sono mobilitati per chiedere un passo indietro alla giunta, evidenziando il valore sociale ed educativo di un presidio scolastico radicato nel quartiere.

Il piano dei trasferimenti e l'esclusione della scuola Foscolo

La redistribuzione dei 200 alunni della Corridoni ha subito diverse variazioni nel corso delle ultime settimane, alimentando l'incertezza delle famiglie. Inizialmente il piano del Comune prevedeva l'utilizzo di quattro diversi plessi scolastici: la scuola Foscolo di via Borgovico, la Venini di via Fiume, e i plessi di via Filzi e via Perti.

Tuttavia, con una comunicazione ufficiale dello scorso 20 agosto, la scuola Foscolo è stata esclusa dalla riorganizzazione. La nuova distribuzione delle classi prevede attualmente:

  • 11 aule presso la scuola Venini di via Fiume;
  • 3 aule nel plesso di via Perti;
  • 2 aule nella scuola di via Filzi.

Le criticità sulla sicurezza sollevate dall'USR Lombardia

È soprattutto la sistemazione individuata al terzo piano della scuola Venini di via Fiume ad aver destato forti preoccupazioni. Come ricordato da Chiara Braga nel testo dell'interrogazione, gli stessi uffici periferici del Ministero dell'Istruzione hanno espresso forti riserve sulla fattibilità dell'operazione.

In particolare, la direttrice generale dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia, Luciana Volta, ha evidenziato "rilevanti criticità" riguardanti l'idoneità e la sicurezza degli spazi di via Fiume destinati ad accogliere la maggior parte dei bambini della Corridoni. L'USR ha chiesto formalmente al Comune di Como di acquisire tutte le necessarie certificazioni tecniche prima di procedere al trasferimento e, in mancanza di adeguate garanzie, ha invitato l'amministrazione a rivalutare l'intera operazione.

Sulla vicenda era intervenuto anche lo stesso ministro Giuseppe Valditara, definendo la situazione del plesso comasco "oggettivamente anomala e inaccettabile". Nonostante i rilievi tecnici e le dichiarazioni ministeriali, l'amministrazione comunale ha comunque avviato lo sgombero dei locali di via Fiume lo scorso giovedì 27 agosto, nel tentativo di accelerare l'allestimento delle aule in vista dell'imminente prima campanella.

Le richieste dell'interrogazione parlamentare

Con l'interrogazione presentata oggi, la deputata comasca Chiara Braga chiede al ministro Valditara di passare dalle dichiarazioni di principio ai fatti concreti, ponendo due quesiti specifici:

  1. Verificare se esistano ancora i presupposti e le condizioni per consentire la regolare prosecuzione dell'attività didattica nella sede storica di via Sinigaglia, salvaguardando l'integrità della comunità scolastica.
  2. Nell'ipotesi in cui la chiusura di via Sinigaglia venga confermata dal Consiglio di Stato, assumere ogni iniziativa utile affinché il Ministero, tramite i propri uffici, verifichi la presenza di tutte le certificazioni di sicurezza, idoneità e piena funzionalità dei locali alternativi prima che avvenga il trasferimento effettivo degli alunni.

La comunità scolastica comasca resta ora in attesa delle decisioni dei giudici amministrativi di Palazzo Spada, previste per domani, che potrebbero congelare il provvedimento di chiusura e riaprire la partita sul futuro della scuola Corridoni.

Foto di copertina: Ministero dell’Istruzione — CC BY 3.0 it, via Wikimedia Commons