Più del 90% delle scuole italiane affronterà la riapertura di settembre in aule prive di impianti di climatizzazione o condizionatori d'aria. L'allarme viene lanciato dal sindacato Anief e sostenuto dalle opposizioni politiche, che chiedono interventi urgenti prima del suono della prima campanella dell'anno scolastico 2026/2027 per tutelare la salute di oltre sette milioni di studenti e 1,2 milioni di lavoratori tra docenti e personale ATA.
Le elevate temperature estive, prolungatesi anche nelle ultime settimane di agosto, rischiano di rendere particolarmente difficile il rientro in classe. La combinazione tra strutture scolastiche spesso datate, scarso isolamento termico e assenza di ventilazione meccanica espone chi vive la scuola al rischio concreto di malori e colpi di calore, in un contesto professionale che vede ormai più della metà del personale scolastico con un'età superiore ai 50 anni.
La posizione dell'Anief: il Documento di Valutazione dei Rischi
Sulla questione è intervenuto direttamente il presidente nazionale dell'Anief, Marcello Pacifico, richiamando l'attenzione sugli obblighi di legge previsti in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Secondo il sindacato, le condizioni microclimatiche e le temperature elevate in classe rappresentano un rischio concreto che deve essere formalmente riconosciuto e gestito all'interno delle singole istituzioni scolastiche.
«Il malore da calore estivo è un rischio per la salute di chi lavora che deve essere segnalato come probabile minaccia per la salute, in base alle condizioni degli ambienti di lavoro, dall'istituto dal Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), dalle RSU o da altro dirigente sindacale alla stessa RLS e da essa al dirigente scolastico», ha affermato Marcello Pacifico.
Come precisato dall'Anief, il dirigente scolastico, in qualità di datore di lavoro, ha il dovere di integrare tale fattore di rischio nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) dell'istituto e adottare le misure preventive praticabili. Se il dirigente scolastico provvede a segnalare tempestivamente l'esigenza agli enti locali proprietari degli immobili (Comuni e Province), la responsabilità primaria degli interventi strutturali ricade sull'ente proprietario del plesso scolastico.
Per questo motivo, l'Anief ha invitato i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza a inviare segnalazioni formali ai dirigenti scolastici per richiedere l'aggiornamento immediato del DVR, in attesa che vengano stanziate risorse adeguate per l'adeguamento tecnologico degli edifici.
Le richieste del M5S e le reazioni politiche
Sul piano politico, il Movimento 5 Stelle si è unito alla sollecitazione, sottolineando come la mancanza di condizionatori negli edifici scolastici rappresenti una carenza strutturale non più rinviabile nell'era dei cambiamenti climatici. Dal M5S arrivano richieste indirizzate al Governo e al Ministero dell'Istruzione e del Merito per la predisposizione di un piano straordinario di finanziamenti destinato all'installazione di impianti di climatizzazione e alla riqualificazione energetica delle scuole.
Le rappresentanze politiche ed etiche mettono in evidenza la disparità tra gli standard richiesti nei luoghi di lavoro aziendali o negli uffici pubblici e le condizioni quotidiane vissute nelle aule scolastiche, chiedendo che il benessere termico sia considerato un requisito essenziale di vivibilità e sicurezza.
Cosa comporta per le scuole e quali azioni intraprendere
Nell'immediato, con le lezioni alle porte, i margini di intervento strutturale sono ridotti, ma dirigenti e personale scolastico possono adottare misure organizzative di prevenzione:
- Segnalazione RLS: invio di una comunicazione formale al dirigente scolastico per richiedere l'inserimento del rischio microclimatico e calore nel DVR;
- Sollecito agli Enti Locali: inoltro da parte della scuola delle richieste di intervento manutentivo e installativo a Comuni (per l'infanzia e il primo ciclo) e Città Metropolitane o Province (per le scuole secondarie di secondo grado);
- Misure organizzative provvisorie: rimodulazione dell'aerazione dei locali, eventuale utilizzo di ventilatori portatili, garanzia di punti di idratazione e flessibilità nell'uso degli spazi più esposti al sole nelle ore centrali della giornata.
Per consultare le norme generali in materia di tutela della salute nei luoghi di lavoro e gli obblighi legati alla sicurezza, è possibile fare riferimento alla normativa nazionale disponibile su Normattiva.