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Scuola

Autismo, a Pisticci nasce il centro «La Luce» per i ragazzi

29 agosto 2026 di Francesco Perrone

La storia del centro «La Luce» di Pisticci, in provincia di Matera, non è solo la cronaca dell'apertura di una nuova struttura assistenziale. È il racconto di come un momento di crisi profonda per il sistema scolastico e terapeutico italiano, quello del lockdown, possa trasformarsi nel seme di una rinascita collettiva. Al centro di questa vicenda ci sono Anna Padula e suo figlio Lorenzo, un ragazzo autistico la cui vita è stata stravolta dalla pandemia.

Per molti studenti, la sospensione delle lezioni in presenza è stata una parentesi difficile; per i ragazzi con disturbi dello spettro autistico, è stata spesso un precipizio. Senza la routine della scuola, senza il supporto costante degli insegnanti di sostegno e degli educatori, e con l'interruzione brusca delle terapie riabilitative, Lorenzo ha subito quella che la madre definisce una "fortissima regressione". È da quel buio, fatto di isolamento e perdita di autonomie conquistate con anni di fatica, che è nata l'idea di creare un luogo che potesse accogliere non solo lui, ma tutti i ragazzi della Basilicata che vivono condizioni simili.

Dalla difficoltà alla progettazione: un monastero per l'inclusione

Dopo la fine dell'emergenza sanitaria, Anna Padula ha iniziato una ricerca estenuante per trovare una struttura adeguata alle necessità di Lorenzo. La mancanza di centri specializzati sul territorio lucano l'aveva costretta a guardare fuori regione, in provincia di Napoli. Tuttavia, la volontà di non sradicare il figlio e di offrire una risposta alle tante famiglie lucane nella stessa situazione ha spinto Anna a cercare una soluzione locale.

La svolta è arrivata dall'incontro con l'allora arcivescovo di Matera-Irsina, Antonio Giuseppe Caiazzo. La richiesta di Anna era semplice ma ambiziosa: uno spazio inutilizzato da trasformare in un presidio di speranza. La risposta della Curia è stata la concessione gratuita per otto anni di un antico monastero situato nei pressi del Santuario di Santa Maria del Casale, a Pisticci.

Il nome del centro, «La Luce», è nato proprio durante il primo sopralluogo nella cripta dell'edificio il 3 dicembre, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità. Un raggio di sole che filtrava da una finestra ha segnato la fine dei "mesi terribili" e l'inizio di un nuovo capitolo per l'intera comunità.

Il sostegno delle istituzioni e della comunità

Trasformare un antico monastero in un centro moderno e funzionale ha richiesto uno sforzo economico e burocratico notevole. Il progetto ha trovato il sostegno di diversi attori:

Il centro sarà intitolato alla memoria di don Leonardo Selvaggi, il sacerdote che per primo aveva creduto nel recupero del monastero quando l'edificio non era che un rudere. Oggi, quegli spazi sono pronti a ospitare attività educative, terapeutiche e di socializzazione, colmando un vuoto che per troppo tempo ha gravato esclusivamente sulle spalle delle famiglie.

Il ruolo della scuola e il futuro dei ragazzi

L'esperienza di Lorenzo mette in luce quanto sia fondamentale il legame tra istituzioni scolastiche e centri territoriali. La scuola non è solo il luogo dell'istruzione, ma il cardine di un sistema di relazioni che garantisce stabilità emotiva e cognitiva agli studenti più fragili. Quando questo legame si spezza, come accaduto nel 2020, le conseguenze possono essere devastanti.

Il centro «La Luce» si propone di agire in sinergia con il mondo dell'istruzione, offrendo quel supporto specialistico che spesso le singole scuole faticano a garantire per mancanza di risorse o di personale formato. L'obiettivo è assicurare ai ragazzi il diritto a una vita serena e dignitosa, permettendo loro di far sentire la propria voce.

Attualmente, la struttura ha completato la fase degli arredi e si appresta a concludere gli ultimi adempimenti amministrativi necessari per l'apertura ufficiale. Per Anna Padula, vedere i primi ragazzi varcare la soglia del monastero sarà la realizzazione di un sogno nato nel momento più difficile. "Hanno gli stessi diritti degli altri e meritano una vita serena", ha ribadito Anna, ricordando che il compito dei genitori e della società è quello di essere la voce di chi non può parlare.

Per ulteriori informazioni sulle politiche regionali a sostegno della disabilità, è possibile consultare il portale ufficiale della Regione Basilicata.

Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito ansa.it.

Tags: cronaca inclusione autismo
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