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Scuola

Catania, corteo per Claudia: la salute mentale a scuola è politica

29 agosto 2026 di Francesco Perrone

Il silenzio di via Umberto, a Catania, è stato rotto questa mattina dal passo cadenzato di centinaia di studenti. Non è il solito fermento che precede il suono della prima campanella di settembre, ma un grido collettivo che nasce da una ferita aperta nel cuore dell'estate. Davanti ai cancelli del Liceo Classico Cutelli-Salanitro, ragazzi, docenti e genitori si sono ritrovati per ricordare Claudia, la studentessa di appena quattordici anni che lo scorso luglio ha scelto di interrompere il proprio cammino.

Sullo striscione che apre il corteo campeggia una frase che è diventata il manifesto di questa mobilitazione: «La salute mentale è politica». Un concetto che i compagni di scuola di Claudia hanno voluto ribadire con forza, sottraendo il dolore alla sfera puramente privata per portarlo al centro del dibattito pubblico e istituzionale. Per gli studenti catanesi, il disagio psicologico non è un "fatto isolato", ma il sintomo di un sistema che spesso schiaccia invece di accogliere.

Il dolore che diventa proposta: «Non vogliamo più aver paura»

La scomparsa di una ragazza iscritta al quarto ginnasio (il primo anno del liceo classico) ha scosso profondamente la città. Claudia viene descritta come una giovane brillante, ma i suoi coetanei oggi rifiutano la narrazione della "ragazza perfetta" che cede sotto il peso di un momento di fragilità. Al contrario, denunciano una cultura della performance che permea le aule scolastiche, dove il voto diventa l'unico parametro di valore dell'individuo.

«Siamo stanchi di sentirci dire che siamo fragili», ha spiegato uno dei rappresentanti degli studenti durante un momento di sosta del corteo. «La verità è che mancano le strutture. Se un ragazzo sta male a scuola, spesso non sa a chi rivolgersi. Gli sportelli psicologici sono progetti a termine, spesso finanziati con pochi fondi che scadono dopo pochi mesi. Noi chiediamo che il supporto psicologico diventi un diritto strutturale, parte integrante dell'offerta formativa».

Le testimonianze raccolte tra i partecipanti parlano di episodi di bullismo, di ansia da prestazione scolastica e, soprattutto, di un senso di solitudine profonda. La richiesta che sale dalla piazza di Catania è indirizzata direttamente al Ministero dell'Istruzione e del Merito: trasformare gli uffici scolastici in presidi di benessere psicofisico.

La situazione degli sportelli psicologici nelle scuole italiane

La protesta di Catania riaccende i riflettori su una questione normativa mai del tutto risolta. Sebbene durante il periodo dell'emergenza sanitaria siano stati stanziati fondi straordinari per il supporto psicologico nelle scuole, la figura dello psicologo scolastico non è ancora inserita in modo organico e stabile nel sistema d'istruzione italiano.

Attualmente, la presenza di un esperto dipende in gran parte dall'autonomia delle singole scuole, che attingono a bandi regionali, fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) o a protocolli d'intesa locali. Il rischio, confermato anche dalle associazioni dei genitori presenti al corteo, è quello di una "scuola a due velocità", dove solo gli istituti con maggiori capacità progettuali riescono a garantire un servizio continuo.

A livello nazionale, resta attivo il monitoraggio basato sul protocollo tra il Ministero e il Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi (CNOP), ma per gli studenti del Cutelli-Salanitro non è più sufficiente. Chiedono una legge nazionale che preveda la presenza fissa di un professionista in ogni istituto, accessibile senza lunghe liste d'attesa e senza il timore del giudizio.

Cosa cambia per le famiglie: i servizi disponibili

In attesa di interventi strutturali che la piazza di Catania invoca a gran voce, le famiglie che riscontrano segnali di disagio nei propri figli possono attualmente fare riferimento ad alcuni strumenti attivi a livello nazionale:

Il corteo si è concluso con un momento di raccoglimento e la promessa che questa mobilitazione non si fermerà con il rientro in classe. «Per Claudia e per tutti noi», si legge su un piccolo cartoncino lasciato davanti al portone del liceo. La sfida, ora, passa alle istituzioni: dimostrare che la scuola è davvero un luogo dove nessuno viene lasciato solo con il proprio dolore.

"La salute mentale non è un lusso, è un prerequisito per l'apprendimento e per la vita. Senza benessere psicologico, non c'è istruzione che tenga."

L'appuntamento è fissato per le prime settimane di settembre, quando i collettivi studenteschi hanno già annunciato nuove assemblee per monitorare l'effettiva attivazione dei servizi di supporto psicologico in tutti gli istituti della provincia di Catania.

Tags: cronaca salute mentale catania
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