Immaginate uno Stadio Olimpico gremito di ragazzi dove non si gioca una partita di calcio, ma ci si sfida a colpi di slide, video e progetti di rigenerazione urbana. È l'esperienza de «La Partita del Futuro», il percorso formativo e partecipativo che mette gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado al centro della tutela e della valorizzazione dei beni comuni.

Presentata lo scorso 21 agosto al 47° Meeting di Rimini all'interno dei lavori dedicati alla Dottrina Sociale della Chiesa e all'economia civile, l'iniziativa ideata e coordinata da Cinzia Rossi ha saputo trasformare l'Educazione civica in un laboratorio concreto di cittadinanza attiva e occupabilità giovanile.

Dallo Stadio Olimpico alla rete delle scuole italiane

Nata nel 2018 nell'area della Città Metropolitana di Roma, l'iniziativa coinvolge ogni anno migliaia di studenti tra i 16 e i 19 anni, estendendosi progressivamente agli istituti scolastici di sei regioni italiane. La formula coniuga il linguaggio dello sport con la progettazione sociale: i ragazzi individuano criticità, spazi dismessi o bisogni insoddisfatti del proprio territorio ed elaborano proposte operative per risolverli.

Nel Lazio, il momento culminante si svolge proprio sui maxischermi dello Stadio Olimpico di Roma, dove le classi presentano i propri pitch di fronte a una platea composta esclusivamente da coetanei provenienti da circa 400 scuole. Sono gli stessi studenti a valutare e votare le idee migliori, esercitando sul campo il senso critico e la capacità di giudizio tra pari.

Il progetto "Raise" e l'hub di innovazione a scuola

Nell'ultima edizione disputata nella primavera del 2026, la vittoria è andata agli studenti dell'Istituto Galileo Galilei di Roma con il progetto «Raise». I ragazzi hanno ideato e progettato un'applicazione digitale pensata per raccogliere e condividere informazioni e servizi utili sulla capitale, garantendone l'accessibilità partecipata a residenti e comunità locali.

L'iniziativa non si ferma alla premiazione simbolica. Dal prossimo settembre, all'interno dello stesso Istituto Galilei, aprirà i battenti un vero e proprio hub di innovazione sociale dedicato ai beni comuni, interamente gestito dagli studenti con il supporto di tutor e laboratori. Si tratta della prima esperienza italiana di questo genere integrata direttamente in un plesso scolastico, concepita come un incubatore per valutare, accompagnare e realizzare le idee progettuali nate tra i banchi.

L'alleanza tra scuola, territorio e mondo del lavoro

Promossa dalla Fondazione Communia – Rete nazionale per i Beni Comuni e dall'OsPTI (Osservatorio per le Policy Transdisciplinari Internazionali), «La Partita del Futuro» trova il sostegno di realtà come l'Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti (UCID) e l'Associazione Italiana dei Direttori del Personale (AIDP).

Questo ponte tra sistema educativo e sistema produttivo offre agli studenti l'opportunità di entrare in contatto diretto con manager, dirigenti e imprese locali, pronti ad affiancarli come tutor o potenziali finanziatori. Un modo concreto per far sperimentare ai giovani la complessità di un piano di fattibilità, la gestione del lavoro di squadra e le dinamiche di presentazione pubblica, competenze fondamentali per il successivo inserimento universitario e professionale.

In vista un'estensione a livello nazionale

Il debutto sul palcoscenico del Meeting di Rimini segna una tappa di svolta per il progetto, che punta a diffondersi nell'intero panorama scolastico italiano. L'obiettivo dell'organizzazione è promuovere nei prossimi mesi intese capillari con gli Uffici Scolastici Regionali e con il Ministero dell'Istruzione e del Merito.

Attraverso la metafora sportiva e la sfida positiva tra pari, la scuola dimostra di potersi trasformare da semplice luogo di erogazione nozionistica a motore propulsivo di sviluppo locale, lasciando che siano le nuove generazioni a ridisegnare gli spazi condivisi delle proprie città.

Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito roma.corriere.it.