Chiunque abbia varcato la soglia di una scuola dell'infanzia o di una classe primaria negli ultimi cinquant'anni s'è imbattuto, spesso senza saperlo, nel frutto della sua visione. Prima di lei, il libro per bambini in Italia era considerato quasi unicamente uno strumento morale o un esercizio scolastico fatto di testo e poche illustrazioni di contorno. Con la scomparsa di Rosellina Archinto, morta a 93 anni a Santa Margherita Ligure, il mondo della cultura e dell'istruzione perde la donna che ha trasformato radicalmente il modo in cui i più piccoli incontrano la lettura, la grafica e l'arte.

Nata a Genova nel 1933 ma milanese d'adozione professionale e culturale, Rosellina Archinto ha fondato nel 1966 la storica casa editrice Emme Edizioni, dando vita a una vera e propria rivoluzione pedagogica ed editoriale. In un periodo in cui la scuola italiana muoveva i primi passi verso la modernizzazione dei linguaggi didattici, Archinto intuì che le immagini nei libri per bambini non dovevano semplicemente decorare la pagina, ma raccontare, stimolare il pensiero critico e dialogare alla pari con le parole.

I maestri dell'illustrazione nelle aule scolastiche

Attraverso la sua attività editoriale, generazioni di maestre, maestri e giovani lettori hanno imparato a conoscere autori e illustratori destinati a diventare capisaldi della letteratura giovanile e delle biblioteche scolastiche. Tra i grandi nomi internazionali portati in Italia da Rosellina Archinto figurano:

  • Maurice Sendak, autore dell'iconico capolavoro Nel paese dei mostri selvaggi;
  • Leo Lionni, creatore di storie immortali sull'identità e l'amicizia come Piccolo blu e piccolo giallo e Guizzino, pilastri dell'accoglienza nelle scuole dell'infanzia;
  • Eric Carle, celebre per il suo stile inconfondibile e il valore didattico dei suoi racconti visivi;
  • Tomi Ungerer e Guillermo Mordillo, che con l'ironia e la poesia del segno hanno conquistato lettori di ogni età.

Allo stesso tempo, Rosellina Archinto è stata la forza propulsiva che ha valorizzato l'ingegno di artisti e designer italiani, trasformando le loro intuizioni in strumenti di crescita e apprendimento per la scuola. Sotto la sua guida sono nati progetti editoriali straordinari firmati da Bruno Munari, Enzo e Iela Mari, Emanuele Luzzati e Flavio Costantini.

Dalla rivoluzione visiva a Babalibri

La sua carriera non si è fermata all'esperienza di Emme Edizioni. Nel 1985 ha dato vita alla Casa Editrice Archinto, esplorando l'epistolario e la saggistica, mentre nel 1999 ha fondato Babalibri insieme alla figlia Francesca. Quest'ultima realtà ha continuato a rifornire le scuole dell'infanzia e le prime classi della scuola primaria di albi illustrati di altissima qualità, focalizzati sulle emozioni, sulla diversità e sulla cooperazione.

«I libri per i bambini devono essere belli, pensati con rispetto per la loro intelligenza e per la loro capacità di interpretare il mondo attraverso le immagini prima ancora che con la scrittura.»

Questo principio guidò l'intera attività di Archinto, anticipando di decenni il dibattito contemporaneo sull'importanza della visual literacy e della lettura ad alta voce fin dalla primissima infanzia, pratiche oggi ampiamente riconosciute dalle linee guida didattiche nazionali.

L'eredità pedagogica per gli insegnanti di oggi

Oggi la pedagogia della lettura deve a Rosellina Archinto l'ingresso formale dell'albo illustrato nelle attività didattiche quotidiane. Prima della sua opera, la figura dell'illustratore per l'infanzia era rilegata a un ruolo secondario; grazie al suo lavoro, la narrazione visiva è diventata materia viva per percorsi interdisciplinari, laboratori d'arte e momenti di cerchio emotivo (circle time) nelle scuole.

I suoi libri continuano a popolare gli scaffali delle biblioteche scolastiche e delle aule da Nord a Sud d'Italia, ricordandoci che educare alla bellezza e alla libertà di pensiero è il regalo più grande che si possa fare alle nuove generazioni.

Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito videoembed.ansa.it.